Nostra mamma Maria

da | 24 Gen 2020 | 0 commenti

Maria SchulerMenin era nata il 10 ottobre 1921 a Fastro di Arsié. Aveva una grande disponibilità al sacrificio, un evidente senso della giustizia, una generosità infinita, vero amore e, insieme, senso dell‘umorismo. Raggiungere queste qualità e conservarle per tutta la vita è ancora più sorprendente, quando si sa che da ragazza era andata a lavorare come casalinga nella zona di Berlino, giorno per giorno, fino alla prigionia. Gli eventi nelle trincee, che ha vissuto in giovane età, quando ad esempio fu fucilata una sua amica, l’esperienza di essere rinchiusa per lungo tempo nei bunker, dove i bambini nascevano e la gente moriva, l’hanno resa forte come l’abbiamo conosciuta. La lunga marcia da Berlino via Varsavia a un campo siberiano, dove venne imprigionata per lungo tempo, fu altrettanto una dura esperienza della sua vita. La fuga, dopo la fine della guerra, dalla prigionia russa la condusse in un difficile e lungo viaggio di ritorno in Italia a casa. Rimessa dagli strapazzi di guerra, decise di ripartire, ancora una volta prendendosi cura dei suoi fratelli e dei suoi genitori. La meta fu un paesino in Svizzera, Buttikon. Qui, nella primavera del 1947 decise di rifarsi una nuova vita. Come sempre, mantenne la parola e passò il resto della sua vita a Siebnen che si trova nelle vicinanze. Un anno dopo, incontrò il giovane Sepp e si innamorò di lui. Poco dopo, a capodanno del 1949, si sposarono a Fastro. Il desiderio di avere figli si avverò a trentasei anni, con la nascita di Miranda, e, due anni dopo, di Adriana. Il tradizionale ritorno annuale alla vendemmia nel suo paese natale a Fastro, dal suo amato fratello “Zio Beppi”, significava molto per lei. Questo legame quasi intimo con la sua patria fu trasmesso a tutta la famiglia. Maria era interessata a tutto, possedeva una grande conoscenza generale. Nei suoi ultimi anni aveva ripreso ad approfondire le sue conoscenze della lingua russa che aveva un po’ imparato durante la prigionia. Sette anni fa, dopo sessantadue anni di felice matrimonio, ha perso il suo amato marito, un duro colpo per lei. Con la sua fede e la sua forza, ci ha dimostrato come si può essere tristi e medesimamente conservare ancora la gioia di vivere. Nonostante questa perdita e l’età avanzata, le fu possibile intraprendere viaggi. All‘età di 94 anni ci fu l’ultima visita al suo amato Fastro, forse per lei la più bella. Fino all‘ultimo momento, era felice di tutte le visite di amici e conoscenti e in particolare delle feste familiari. Anche il suo paradiso dei fiori sul suo balcone la rendeva felice. Purtroppo, il 10 agosto, attorniata dai famigliari, si è addormenta pacificamente e ci ha lasciato. Durante la cerimonia funebre per ricordare la provenienza e l’attaccamento alla sua terra bellunese, venne cantata la “Montanara” e letta questa biografia. «Non sei più dove eri, ma i nostri cuori ti terranno abbracciata nel nostro amore. Uniti nel cuore e nell’amore, continuiamo insieme!».

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A cura del Servizio Meteorologico Regionale
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