migrazioni_frontiereL’emigrazione dall’Italia ha subito una netta accelerazione negli anni della crisi, con il numero di espatriati più che raddoppiato: dai 51.113 del 2007 ai 136.328 del 2014, il valore più alto mai registrato dagli anni ’70 a oggi. Il dato è contenuto nel capitolo “Sicurezza e cittadinanza” del 49° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2015, presentato oggi presso il Cnel.

Se nel 2007 ogni dieci iscritti dall’estero vi era una persona che lasciava l’Italia, con un saldo di 476.010 persone che rimanevano nel nostro Paese, nel 2014 il rapporto è di una cancellazione ogni due nuove iscrizioni, con un saldo di 141.303 iscritti. Una disaffezione per il nostro Paese che riguarda tanto gli italiani quanto gli stranieri, accomunati da una subentrata incapacità di vedere il proprio futuro in Italia, che li porta a mettere (o rimettere) la propria vita in gioco e tentare la fortuna all’estero.

Negli anni della crisi – spiega il Rapporto – il numero degli italiani espatriati ha registrato una crescita del 124,8%, incessante e continuata, con un totale di 88.859 persone cancellate nel 2014 a fronte delle 39.536 del 2008. Per gli stranieri l’aumento è del 114,5%, con 47.469 cancellazioni nel 2014 a fronte delle 22.135 di sette anni prima.

Ma chi sono e dove vanno gli italiani che si trasferiscono all’estero? Nella maggior parte dei casi (il 51,6%, pari a 42.342 persone) si tratta di giovani tra i 18 e i 39 anni, che si trovano, quindi, tra la fase conclusiva della formazione e l’età dell’inserimento e della stabilizzazione lavorativa. Gli uomini (57,6%) prevalgono sulle donne e il 30,6% è in possesso di una laurea. Non stupisce che oltre due italiani su tre (il 71,7%), interrogati sull’opportunità che i nostri giovani si trasferiscano all’estero, rispondono che è un bene farlo, almeno per un periodo (36,1%) o addirittura per sempre (35,6%).

Fonte Inform

Share This
1
Ciao, come possiamo aiutarti?
Powered by
Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress