DANTA DI CADORE

stemma del comune di Danta di Cadore

  • Municipio: 19, via Roma
  • C.A.P.: 32040
  • Prefisso: 0435
  • Tel: +39 (0)435 650 072
  • Fax: +39 (0)435 650 191
  • Abitanti: 534
  • Superficie: 8.00 km²
  • E-mail: sindaco.danta@cmcs.it
  • Associato alla: Unione Montana Comelico
  • Area: U.M. Comelico e Sappada

Caratteristiche particolari

Danta di Cadore sorge a 1396 m adagiata su un piccolo altopiano che dà sulle valli circostanti in una posizione panoramica bellissima.
Sembra che la prima denominazione del paese sia stata quella di Anananto. Così almeno appare in un diploma imperiale risalente a prima dell’anno 1000. Il nome, in seguito, subì varie trasformazioni: da Anananto a Anaganto e più tardi Anta o De Anta che assomigliano molto a quello attuale. Nel 1982 il consiglio comunale avviò la procedura per cambiare la denominazione in Danta di Cadore che più tardi approdò a conclusione positiva con legge regionale, previo referendum consultivo della popolazione la quale in larghissima misura si espresse favorevolmente.
La sua storia è vivacemente contrassegnata dall’affermazione del sistema regoliero. Esso rappresenta un comune denominatore della realtà cadorina che suo tramite pervenne a disciplinare l’uso delle proprietà collettive e la gestione di pascoli e boschi. Anche Danta ha la sua antica e complessa tradizione regoliera fondata prima su consuetudini di lungo corso e poi, a partire dal 1575, sul laudo contenente le norme statutarie che la comunità si dette.
La chiesa più antica fu costruita nel ‘400 con la dedica a S. Sebastiano. Quella attuale risale alla fine del ‘700; fu realizzata su disegno di Angelo Del Fabbro e consacrata nel 1820. Fu ampliata nel 1939 secondo il progetto dell’arch. Alfarè. Recentemente è stata sottoposta a un grosso intervento di consolidamento e ristrutturazione inaugurato nell’ottobre 1996 in occasione della festa per la Madonna della Purità. Conserva alcuni interessanti dipinti di Tomaso Da Rin, di Barberis e di scuola vecelliana. L’organo è della ditta padovana Pugina.
La parrocchia in essere (dal 1786 era mansioneria), intestata a S. Rocco e a S. Sebastiano, fu fondata nel 1861.
Danta ha un cimitero proprio dal 1701 e in precedenza i morti erano sepolti a San Nicolò o a Santo Stefano (il Col dei Morti appena ad oriente del paese è così denominato in relazione alla sosta che i cortei funebri vi facevano durante il percorso).
Nel territorio di Danta c’è anche la chiesetta dedicata a S. Barbara.
Il Comune di Danta, seppur di limitate dimensioni (non supera i dieci chilometri quadrati) è particolarmente dotato dal punto di vista paesaggistico e naturale.
La sua posizione elevata su di un colle tra le Valli del Pàdola, del Piave e dell’Ansiei apre vedute molto interessanti che vanno dal Passo M. Croce Comelico fino all’Antelao. Sicuramente il sito più adeguato per apprezzare ottimi panorami è il pianoro sul quale fu costruita anticamente la chiesa votiva di S. Barbara.
È su questi dati e sull’esistenza di una buona tradizione nell’esercizio delle attività turistiche e ricettive, invernali ed estive, che si fonda l’economia locale innestata sul fondo antico rappresentato dalle attività artigianali ed agricole collegate alle ricchezze boschive e pastorali. Negli ultimi anni c’è stata un certa espansione nel settore secondario in particolare per l’avvio di alcune attività nella produzione di occhiali che hanno affiancato una fabbrica di strumenti di misura.
Danta aderì alla Magnifica Comunità Cadorina e alle vicende cadorine fu intimamente legata per secoli. I suoi rappresentanti nella Magnifica erano i due centenari del Comelico, e Danta era sottoposta a una condizione di divisione tra Mezza Danta di Sopra (assieme a San Nicolò) e Mezza Danta di Sotto (con Casada).
Tale frattura fu sanata all’inizio del secolo scorso quando, dopo varie vicissitudini, venne raggiunto in Comelico un nuovo ordine che attribuì Danta nella sua interezza al Comune di San Nicolò.

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