CESIOMAGGIORE

stemma del comune di Cesiomaggiore

  • Municipio: 2, piazza Mercato
  • C.A.P.: 32030
  • Prefisso: 0439
  • Tel: +39 (0)439 438 434
  • Fax: +39 (0)439 438 012
  • Abitanti: 4100
  • Superficie: 82.04 km²
  • Altitudine massima: 2547 m slm
  • Altitudine minima: 233 m slm
  • Web: http://www.feltrino.bl.it/cesiomaggiore
  • E-mail: cesiomaggiore@feltrino.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Feltrina
  • Area: U.M. Feltrina

L’ambito geografico

Il territorio del Comune di Cesiomaggiore si adagia in posizione soleggiata sulla destra orografica del Piave comprendendo, nel suo distretto più meridionale, l’area collinare o pianeggiante chiusa ad ovest, per lo più dal torrente Caorame (alcune borgate come Ave e Montagne poste in destra Caorame appartengono comunque al territorio cesiolino) e ad est, per una parte dal torrente Salmenega, e per l’altra, dai monti e dai colli che segnano i confini verso Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi e il Gruppo del M. Pizzocco. Il capoluogo è situato a 479 m.
A settentrione, dove insiste la porzione più vasta e suggestiva del territorio montano, i confini si spingono ben oltre la bellissima Val Canzoi fino al Sass de Mura e al Gruppo del Cimonega; ad occidente fino alla zona di Neva, al confine con il Primiero e appartenente al bacino del Cismon e del Brenta, essendo oltre lo spartiacque che segna l’ambito tributario del Caorame e del Piave; ad oriente oltre gli stupendi Piani Eterni che verso nord-est danno in direzione di Sagron-Mis e dell’Agordino.
Numerose frazioni e borgate, segno di una residenzialità diffusa, punteggiano l’area, peraltro caratterizzata da parecchie e antiche ville di stile veneto.

Le chiese

La parrocchia risale all’XI secolo mentre la chiesa di Santa Maria Maggiore a Cesiomaggiore fu ricostruita nel 1785 su progetto degli architetti De Boni e Menegaz e consacrata nel 1834. Ha una facciata classica e una navata unica. Conserva un battistero con la data del 26 marzo 1483, una Madonnina del Besarèl e alcune opere di questo secolo. L’organo, quello originario fu realizzato dalla ditta Serassi nel 1871, fu rifatto negli anni ’20 dalla ditta Pugina di Padova. La costruzione del campanile fu terminata nel 1669.
Chiese minori sono quelle di: S. Leonardo a Cesio Minore in fregio alla strada principale; S. Bartolomeo Apostolo a Tussui costruita nel 1895 su progetto dell’ing. Giacinto Norcen a pianta ottagonale; S. Lucia a Can, di stile barocco, ampliata nel 1668; S. Salvatore a Cullogne; S. Pietro in Vincoli a Marsiai, S. Liberale sempre a Marsiai; S. Agapito al Monte a Valle; S. Vito in Colle ha un altare in legno e conserva una tela attribuita a Girolamo Turro,
S. Elena a Calliol, un tempo era circondata da un cimitero per bambini; S. Libera all’Asilo.
A Soranzen la chiesa nuova risale al 1947; realizzata su progetto dall’arch. Canella sul luogo della precedente, fu consacrata nel 1966. La parrocchia come anno di fondazione ha il 1944 mentre dal 1873 la chiesa era sacramentale. È intestata a S. Pietro Apostolo.
Chiese minori della parrocchia sono: S. Eurosia e S. Giovanni Battista ad Ave ampliata alla fine del ‘700 (ogni anno a cura del CAI di Feltre viene officiata una Messa per i caduti della montagna); S. Antonio e S. Eustachio in Val Canzoi realizzata nel dopoguerra su disegno dell’arch. Canella; Santi Vitale ed Agricola a Toschian nella versione originaria probabilmente del ‘500 e poi ricostruita nel ‘700; S. Biagio a Menin; S. Lorenzo a Pullir con una tela di Paolo Dal Pozzo; l’Immacolata a Fianema, molto antica con opere attribuite al Turro; e ancora S. Carlo all’interno dell’ex ospedale neuropsichiatrico a Pullir, S. Giuda Taddeo a Salgarda realizzata all’inizio di questo secolo; e il probabilmente cinquecentesco S. Vendemiano a Cossalter.
A Pez l’attuale parrocchia è di recente fondazione, anno 1922, ma la chiesa fu sicuramente progettata a nuovo e ampliata tra il 1875 e l’anno successivo ed è dedicata a S. Rocco, ma anticamente era intestata a S. Pietro. Conserva una tela attribuita al Frigimelica.
Un tempo tra le chiesette minori, Pez vantava l’esistenza dell’oratorio di S. Gabriele sorto in cima all’omonima salita, sulla destra, arrivando da Busche e demolito nel 1874. Altre chiesette esistenti sono da annoverare.
Quella dedicata alla Madonnetta, costruita nel 1665, restaurata nel 1943 e sottoposta ancora ad altri interventi di restauro ultimati nel 1990, è a forma ottagonale.
Ha un altare attribuito al Brustolon, alcune tele e molti ex voto.
Ad Anzaven vi è la bella chiesetta di S. Andrea Apostolo, piuttosto antica, conserva una tela di autore locale del 1692; a Dorgnan, risalente al 1668, sorge quella di S. Sebastiano; alla villa delle Centenere c’è il sacello dedicato a S. Francesco d’Assisi con una pala di Luigi Cima da Villa di Villa.

I nuclei abitati e le ville

Una delle caratteristiche del territorio cesiolino è indubbiamente la vasta gamma di nuclei più o meno importanti che danno luogo al sistema insediativo. Oltre al capoluogo comunale, meritano di essere ricordati: Cesiominore, S. Agapito, Can, Cullogne, Soranzen, Ave, Le Montagne, Fianema, Salgarda, Pullir, Menin, Calliol, Tussui, Montebello, Marsiai, Pez, Anzaven, Centenere, Busche. Qualche altra località e molte case sparse completano il quadro.
La bella posizione, inoltre, ha favorito nel corso dei secoli la costruzione di diverse ville signorili alcune delle quali certamente di pregio.
A Cesiomaggiore villa Muffoni o Bizzarini, in parte incendiata durante la Seconda Guerra Mondiale e villa Corrà risalente al ‘700. A Soranzen villa Facino-Pasole del ‘600 e villa Martini.
A Menin villa Cumano-de’ Mezzan risalente forse a prima del ‘700 e a Tussui villa Zugni, a Pez villa Tauro del ‘600, a Busche villa Zasio, a Montebello villa Petricelli, le ville Dal Corno a Cesiominore e a Calliol, villa Avogadro a Serravella (ora sede del Museo etnografico) e qualche altra ancora.
Ma certamente la più nota e quella di più rilevante interesse architettonico è villa Tauro alle Centenere: della prima metà del ‘600, ha un bel giardino con statue e si trova al centro di una vasta tenuta agricola.

L’associazionismo e la cultura popolare

Un patrimonio importante sul quale Cesiomaggiore con le sue frazioni può contare è quello dell’associazionismo e del volontariato composto da diversi gruppi di impegno e di azione sui temi e sui problemi di interesse locale e per la promozione dello sviluppo.
Ci sono almeno due realtà da sottolineare.
Il Gruppo folkloristico di Cesiomaggiore, con una validissima esperienza acquisita in tanti anni di attività in Italia e all’estero, costituisce un punto di riferimento, non solo nel Feltrino, per il recupero e la valorizzazione di un patrimonio di cultura popolare nel quale molta importanza hanno le antiche usanze, i mestieri, la musica e il ballo. In una direzione simile va anche il Museo etnografico provinciale, con il sostegno di alcuni enti locali (Provincia di Belluno, Comunità Montana Feltrina, Comune di Cesiomaggiore), che ha la sua sede nella villa di Serravella. Ha la funzione di documentare – anche attraverso migliaia tra oggetti, reperti e documenti già raccolti da anni – la cultura popolare e la vita nei molteplici aspetti delle vallate della provincia. Nell’edificio già oggetto di recupero, recentemente sono state allestite alcune sezioni del Museo che possono essere apprezzate dal pubblico.

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