Precipita per 50 metri. Muore escursionista. La rassegna di giovedì 23 maggio 2024

La rassegna stampa di Radio ABM dedicata alla lettura delle edizioni di oggi, giovedì 23 maggio 2024, dei quotidiani bellunesi il Corriere delle Alpi e Il Gazzettino.

Le notizie in primo piano: Tragedia in Val Fogarè – Precipita per 50 metri. Muore escursionista | Allarme della Lilt – Sigarette elettroniche: «A rischio i più giovani» | Belluno – Arrivati 21 migranti nell’ex scuola di Orzes | Milano – Cortina 2026 – Fondi di Confine, i soldi per la gestione del bob | L’orso nel Bellunese – Saccheggia tre arnie a Faè. Trovata l’impronta di una zampa | Buona giornata da Radio ABM – voce delle Dolomiti | www.bellunesinelmondo.it/radio-abm.

Ricerca in Val Fogarè. Trovato senza vita escursionista tedesco

A mezzanotte e mezza circa il Soccorso alpino di Belluno è stato attivato su richiesta dei Vigili del fuoco, contattati dalla moglie di un escursionista, preoccupata perché la traccia Gps del suo percorso, che stava seguendo da remoto, era ferma nello stesso punto da diverse ore.

Il 57enne tedesco, che stava percorrendo al contrario la Monaco – Venezia, era partito ieri mattina da un Bed & Breakfast a Bolago diretto all’ostello in Valle Imperina, dove non era mai arrivato. L’interruzione della traccia era avvenuta all’altezza della Val Fogarè. Una squadra mista di 7 soccorritori e 3 Vigili del fuoco ha iniziato a perlustrare la parte media e bassa della valle, finché attorno alle 3 non sono stati individuati galleggianti nell’acqua una felpa e dei soldi. Alle 6, appena ha fatto luce, le ricerche si sono intensificate: una squadra ha preso a perlustrare la parte alta delle sponde, per individuare il presumibile punto della scivolata, mentre una seconda composta da forristi e dai Saf risaliva la vallata.

Una quarantina di metri più a monte, i soccorritori hanno poco dopo individuato il corpo senza vita in una vasca, si pensa precipitato da una cinquantina di metri. Dalle prime ipotesi l’uomo, che stava seguendo il Sentiero degli ospizi, trovatosi di fronte il torrente ingrossato da guadare, ha cercato di superarlo più a monte ed è scivolato.

La salma è stata caricata nella barella stagna dei forristi e calata con una piccola teleferica fino allo sbocco della valle. Non potendosi oltrepassare il Cordevole in piena, l’elicottero dei Vigili del fuoco la ha poi trasportata in località Salet, dove è stata affidata al carro funebre. L’intervento si è concluso alle 10.30. 

Giro d’Italia – Arriva il provincia di Belluno. La rassegna di mercoledì 22 maggio 2024

La rassegna stampa di Radio ABM dedicata alla lettura delle edizioni di oggi, mercoledì 22 maggio 2024, dei quotidiani bellunesi il Corriere delle Alpi e Il Gazzettino.

Le notizie in primo piano: Milano – Cortina 2026 – Olimpiadi, tre indagati | Maltempo – Danni contenuti in provincia, ma a Valpore di Seren del Grappa il top delle precipitazioni in Veneto | Tragedia – Tragica fine nel torrente. Muore Alessandro Dall’O’ – Sanità – Liste d’attesa: più di tremila le prestazioni da smaltire | Limana – Trappole per i lupi: limanese a processo | Giro d’Italia – Arriva il provincia di Belluno | Buona giornata da Radio ABM – voce delle Dolomiti | www.bellunesinelmondo.it/radio-abm.

Si schianta col parapendio dopo il decollo. Muore 55enne. La rassegna di lunedì 20 maggio 2024

La rassegna stampa di Radio ABM dedicata alla lettura delle edizioni di oggi, lunedì 20 maggio 2024, dei quotidiani bellunesi il Corriere delle Alpi e Il Gazzettino.

Le notizie in primo piano: Monte Avena – Si schianta col parapendio dopo il decollo. Muore 55enne | Milano – Cortina 2026 – Giochi, aggiornati i costi | Tambre – Il mito Ferrari protagonista per un giorno | Il caso – Unabomber, caso reperti: è già guerra sui test Dna | Ciclismo – Giro d’Italia, spettacolo sui Passi | Buona giornata da Radio ABM – voce delle Dolomiti | www.bellunesinelmondo.it/radio-abm.

“I neri fantasmi di Marcinelle”. In un libro la storia dell’emigrazione bellunese in Belgio

È uscito nei giorni scorsi, edito da Bellunesi nel mondo Edizioni, “I neri fantasmi di Marcinelle”. Storia (e storie) dell’emigrazione bellunese in Belgio”.

Da sinistra l’auotre Egidio Pasuch e il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona

L’autore, Egidio Pasuch (insegnante e giornalista), ripercorre un secolo di emigrazione verso quello che era stato definito di volta in volta il “Paese Nero” e la “Terra di Caino”. La pagina più nota e drammatica di questa emigrazione, che ha interessato alcune migliaia di bellunesi (molti dei quali occupati proprio nelle miniere belghe) è stata rappresentata dalla tragedia di Marcinelle, dove perse la vita anche un sedicense, Dino Della Vecchia.

L’emigrazione bellunese verso il Belgio, però, non era cominciata nel secondo dopoguerra. Era iniziata almeno una ventina di anni prima, all’indomani della Grande Guerra. E all’emigrazione economica, abbastanza significativa, si aggiunse ben presto anche un’emigrazione per motivi politici. Le tensioni tra fascisti e antifascisti che ebbero per protagonisti emigranti bellunesi, furono assai forti anche in terra belga e talora sfociarono in drammatici fatti di sangue.

All’indomani della Seconda guerra mondiale, l’emigrazione verso il Belgio riprese, spontanea e significativa, già prima dei famigerati accordi del giugno 1946. I bellunesi, minatori per una tradizione che spesso è sfuggita per consistenza e peso agli storici locali, furono tra i primi a ripartire verso le miniere belghe, richiesti e ricercati dall’industria mineraria di quel Paese che per primo riaprì le porte all’emigrazione italiana, preferibilmente veneta e bellunese. In una fase immediatamente successiva aprirono le porte agli italiani e ai bellunesi anche le industrie siderurgiche belghe e l’edilizia.

«Quell’emigrazione, da più parti invocata all’indomani del conflitto – scrive l’autore – era considerata come una dura, inevitabile, necessità, unica valvola di sfogo alla disoccupazione in un tessuto economico estremamente povero. A partire furono soprattutto i più giovani, ma presto a raggiungerli furono le fidanzate, le mogli, le famiglie. Si partiva a gruppi, per paesi. Dall’Agordino e dal Basso Feltrino, ma anche dalla Destra Piave, la maggior parte finirono nelle miniere. Dalla Sinistra Piave e dall’Alpago partirono gruppi destinati soprattutto all’industria siderurgica. Un contributo importante a questa emigrazione lo diedero poi i cantieri per le costruzioni di dighe, sbarramenti, centrali (che attinsero operai soprattutto in Valbelluna)».

«Quell’emigrazione, da più parti invocata all’indomani del conflitto – scrive l’autore – era considerata come una dura, inevitabile, necessità, unica valvola di sfogo alla disoccupazione in un tessuto economico estremamente povero. A partire furono soprattutto i più giovani, ma presto a raggiungerli furono le fidanzate, le mogli, le famiglie. Si partiva a gruppi, per paesi. Dall’Agordino e dal Basso Feltrino, ma anche dalla Destra Piave, la maggior parte finirono nelle miniere. Dalla Sinistra Piave e dall’Alpago partirono gruppi destinati soprattutto all’industria siderurgica. Un contributo importante a questa emigrazione lo diedero poi i cantieri per le costruzioni di dighe, sbarramenti, centrali (che attinsero operai soprattutto in Valbelluna)».

Le condizioni di vita di quegli emigranti bellunesi erano difficili già tra le due guerre. Gli stessi problemi, legati soprattutto all’abitazione, si ripresentarono, ovviamente, anche all’indomani del conflitto (ma, si vedrà nello studio, le condizioni di vita nel Bellunese non erano in ogni caso molto migliori…).

Guarda la presentazione del libro da parte dell’autore, Egidio Pasuch

Talora fu effettivamente denunciata anche la poca chiarezza dei contratti di lavoro. Ma in generale, per qualche anno il Belgio attirò migliaia di bellunesi allettati dalle buone paghe.

Secondo quanto ricostruisce Pasuch, la stampa bellunese – L’Amico del popolo, settimanale delle diocesi di Belluno e Feltre, soprattutto – sostenne inizialmente questa migrazione guardandola favorevolmente anche perché aveva come meta una realtà cattolica. Ma ben presto, di fronte ai primi morti e all’aprirsi di nuove opportunità migratorie, questo entusiasmo si raffreddò. Così come si raffreddò abbastanza in fretta anche la corsa dei bellunesi verso il Belgio. Le grandi tragedie (la stessa Marcinelle) arrivarono quando ormai quell’entusiasmo stava rapidamente declinando. E diedero a quell’economia belga – che tanto confidava nel carbone – e all’emigrazione bellunese verso quel Paese e quelle miniere quasi un colpo di grazia.

Guarda il saluto del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona

Ma ormai la colonia dei bellunesi in Belgio (raggiunti normalmente dalle loro famiglie) era numerosa e il loro inserimento già ben avviato.

La nascita dell’Associazione Emigranti Bellunesi nel 1966 rappresentò un momento importante per questi bellunesi in Belgio. L’interesse dell’Associazione verso questi emigranti e i loro problemi fu, nei primissimi anni, altissimo.

Si cominciò a pensare a delle politiche per il rientro.

Le ultime pagine del libro sono dedicate alla questione del riconoscimento dei diritti dei silicotici che rientravano numerosissimi dal Belgio. «Su questo fronte, troppo in fretta dimenticato – conclude Pasuch – la società bellunese, soprattutto a partire dai primi anni Sessanta, seppe mobilitarsi compatta, ottenendo dei risultati importantissimi».

È possibile ascquistare il libro direttamente nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, via Cavour 3 Belluno (Telfono 0437 941160 – edizioni@bellunesinelmondo.it).

Tragedia del Vajont, l’archivio rimane a Belluno. La rassegna di giovedì 16 maggio 2024

La rassegna stampa di Radio ABM dedicata alla lettura delle edizioni di oggi, giovedì 16 maggio 2024, dei quotidiani bellunesi il Corriere delle Alpi e Il Gazzettino.

Le notizie in primo piano: Il caso – Tragedia del Vajont, l’archivio rimane a Belluno | Femminicidio – C’è la premeditazione. Turetta verso l’ergastolo | Olimpiadi 2026 – Cortina. «La funivia? È un progetto mai depositato» | Giro d’Italia – Ancora una tappa in testa al gruppo per il bellunese Pietrobon | Buona giornata da Radio ABM – voce delle Dolomiti | www.bellunesinelmondo.it/radio-abm.

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