Brexit. L’approfondimento dell’Inas Cisl Gran Bretagna

da | 4 Dic 2019 | 0 commenti

Fare chiarezza sulla Brexit e sulle sue conseguenze per i cittadini stranieri nel Regno Unito. Con questo obiettivo l’Inas Cisl Gran Bretagna ha pubblicato su “Europa sera” un vademecum – a firma di Francesca Mezzio – per rispondere alle domande più frequenti sul tema. Riportiamo di seguito il testo.

«L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, prevista per il 31 Ottobre, è stata rinviata (per la terza volta) al 31 Gennaio 2020. Viene data al Regno Unito la possibilità di uscire prima dall’UE nel caso in cui trovasse un deal prima della fine di Gennaio. Nel frattempo, il 12 Dicembre, i cittadini britannici sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento Britannico. Ricordiamo che per richiedere assistenza per la richiesta di Settled e Pre-Settled Status, potete scriverci a mail@inasitalianwelfare.co.uk o chiamarci al numero 02078342157 per Londra, 01923213453 per Watford, 01234327509 per Bedford.
Cosa comporta per i cittadini europei residenti in UK il rinvio dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea al 31 Gennaio?
Fondamentalmente nulla, avranno diritto a richiedere il Pre-Settled Status coloro i quali si saranno trasferiti nel Regno Unito prima del 31 Gennaio 2020. Le scadenze per la richiesta del Settled e Pre-Settled Status rimangono invariate: 31 Dicembre 2020 in caso di no-deal; 30 Giugno 2021 in caso di deal.
Dopo il 31 Gennaio, gli europei avranno bisogno di un Visto per entrare in UK?
Ancora non vi è nulla di definitivo, per viaggiare nel Regno Unito, però, sarà probabilmente richiesto un passaporto valido per almeno 6 mesi ma non si parla ancora di vero e proprio Visto. La validità almeno semestrale del passaporto, probabilmente, verrà attuata anche per i viaggi in Europa da parte dei cittadini extraeuropei. In ogni caso, non verrà più accettata la carta di identità cartacea per entrare nel Regno Unito. Si consiglia di viaggiare sempre muniti di passaporto valido.
Sono un pensionato italiano ma percepisco anche pensione inglese in Italia, continuerò a percepire la mia pensione Inglese dopo la Brexit?
Sì, il Department for Work and Pension sta inviando delle lettere informative con le quali comunica espressamente che i pensionati che vivono in qualsiasi Paese UE continueranno a percepire la pensione inglese normalmente e senza alterazioni.
Voglio trasferirmi nel Regno Unito, servirà un visto particolare dopo la Brexit?
Nel caso di uscita con accordo, chi si trasferisce in UK entro il 31 Dicembre 2020 potrà fare richiesta di PreSettled Status ottenendo il diritto a vivere, lavorare, studiare e usufruire di tutti i servizi che il Paese offre. Si avrà tempo per presentare la domanda entro il 30 Giugno 2021. In caso di no-deal, si potrà fare domanda di Settled o Pre-Settled Status se il trasferimento è avvenuto entro le ore 11.00 pm del giorno nel quale il Regno Unito lascia l’Unione Europea. Se il trasferimento dovesse avvenire dopo l’uscita formale e se si volesse continuare a vivere nel Regno Unito dopo Dicembre 2020 (o per più di 3 mesi dal Dicembre 2020), si dovrà richiedere un European Temporary Leave to Remain.
Cos’è l’European Temporary Leave to Remain?
Se un cittadino europeo volesse trasferirsi in UK dopo la Brexit (anche solo per studio), non potrà fare domanda sotto EU Settlement Scheme. Se si desiderasse rimanere nel Regno Unito dopo Dicembre 2020, si dovrà, invece, fare richiesta di Euro TLR. Al contrario, se si volesse lasciare il Regno Unito prima del 31 Dicembre 2020 non si avrà bisogno di alcun permesso. La richiesta per l’Euro TLR sarà gratuita e, probabilmente, online. La procedura non è ancora aperta. Una volta ottenuto, l’Euro TLR consentirà di stare nel Regno Unito fino a 36 mesi durante i quali si godrà del diritto di vivere, lavorare, studiare, viaggiare dentro e fuori l’UK, accedere a eventuali benefit. Non è un visto estendibile, allo scadere dei 36 mesi, quindi, bisognerà fare richiesta per un nuovo visto in base alle norme vigenti.
Ho lavorato e versato contributi in Inghilterra, adesso vivo e lavoro in Italia, cosa succederà dopo la Brexit?
Probabilmente, a livello previdenziale, quindi in termini di contributi e pensioni, non cambierà molto tra pre e post Brexit. I contributi versati in UK saranno comunque validi per la domanda di pensione inglese e potranno essere cumulati per il raggiungimento del diritto a pensione italiana (e viceversa). L’Italia, infatti, ha stipulato accordi internazionali bilaterali riguardanti l’ambito di assicurazione sociale con Paesi extra Unione Europea e siamo confidenti rimarrà fedele a questi accordi anche con il Regno Unito».

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A cura del Servizio Meteorologico Regionale
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