ALLEGHE

stemma del comune di Alleghe

  • Municipio: 36, corso Italia
  • C.A.P.: 32022
  • Prefisso: 0437
  • Tel: +39 (0)437 523 300
  • Fax: +39 (0)437 723 920
  • Abitanti: 1381
  • Superficie: 29.78 km²
  • Altitudine massima: 3220 m slm
  • Altitudine minima: 838 m slm
  • Web: http://www.comune.alleghe.bl.it/
  • E-mail: alleghe@agordino.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Agordina
  • Area: U.M. Agordina

L’ambito geografico

Alleghe ovvero il lago, la Civetta, le piste da sci del grande comprensorio che, verso oriente, si collega alla Val di Zoldo e alla Val Fiorentina. Il capoluogo comunale a 979 m è contornato da numerose borgate e frazioni, prima fra tutte quella di Caprile situata poco a nord, appena a monte della confluenza della Fiorentina con il Cordevole.
Il corso normale di questo torrente fu sconvolto, l’11 gennaio 1771, da un drammatico avvenimento: una frana enorme si staccò dal Monte Piz e sbarrò il corso del Cordevole causando così la formazione del lago, oggi ameno punto di attrazione per il turismo e per le attività sportive. Nei secoli precedenti la vita degli abitanti si era dipanata abbastanza tranquillamente legata all’economia agricola e forestale e alle fortune dell’attività di lavorazione del ferro svolta nelle fucine di Caprile. Il metallo proveniente dalle vicine miniere del Fursil, nei pressi di Colle Santa Lucia, costituiva la materia prima per la fabbricazione di armi, coltelli, oggetti vari. Tale attività continuò durante l’appartenenza alla Serenissima. Della notorietà e importanza delle armi forgiate a Caprile, una testimonianza è il bell’arazzo, conservato nella Sala consiliare del Municipio, del pittore tedesco Kurt Geibel Hellmeck, riportante una scena di trattative commerciali per l’acquisto di spade tra i rappresentanti veneziani e quelli locali.

La storia

La Civetta, 3218 m in vetta, è indubbiamente il simbolo dell’Agordino: per la sua mole imponente e per la sua bellezza. I primi a conquistarne la cima furono due inglesi Raynor e Phillimore. Accompagnati da altrettante guide di Cortina d’Ampezzo, Antonio Dimai e Giovanni Siorpaes, nell’estate del 1895 sconfissero la splendida verginità della montagna. Domenico Rudatis, ingegnere e alpinista, nel 1925 scoprì tre iscrizioni scolpite in punti diversi e formate dalle parole: FIN BEL-IUL quella sotto una cengia a nord del Monte Coldai, FIN BEL-IUL quella che dà sul versante zoldano e FIN-IUL-BEL quella sul Col Davagnin. Alcuni studiosi ritengono che si tratti di iscrizioni confinarie tra i possedimenti dei “Bellunati” e quelli cadorini appartenenti al territorio di “Iulium Carnicum”.

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