51. “I miracoli di Val Canzoi”. La Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” presenta il libro Gian Antonio Cecchin e Giovanni Trimeri. Appuntamento in presenza venerdì 26 novembre

da | 23 Nov 2021 | 0 commenti

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I miracoli di Val Canzoi

La Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” e l’Associazione Bellunesi nel Mondo presentano il libro “I miracoli di Val Canzoi”. È la rivisitazione aggiornata dei Miracoli di Val Morel di Dino Buzzati, eleggendo a luogo di riferimento la Val Canzoi, nata dalla collaborazione tra l’autore dei testi Giovanni Trimeri e il pittore Gian Antonio Cecchin. Si tratta, in concreto, di 25 testi e altrettante illustrazioni, come ex voto, che ampliano l’intento delle diverse micro narrazioni. Il lavoro vuole essere un omaggio a Dino Buzzati e in particolare ai suoi Miracoli.

La pubblicazione sarà presentata venerdì 26 novembre, alle ore 18.00, nella sala riunioni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, in via Cavour 3 a Belluno (100 metri dal piazzale della stazione). Alla presentazione, introdotta da Alfonso Lentini, parteciperanno gli autori e le lettrici Patrizia Bertoli e Rosa Lusa.

I posti sono limitati. L’accesso alla Sala riunioni dell’Abm sarà consentito solo su prenotazione – telefonando allo 0437 941160 o inviando una mail a biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it – ed esclusivamente ai soggetti muniti di green pass (esenti i bambini di età inferiore ai 12 anni e i soggetti con certificazione medica specifica). La presentazione si svolgerà nel rispetto delle attuali prescrizioni di sicurezza anti Covid-19.
Verrà comunque garantita anche la partecipazione on line direttamente sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Dopo Buzzati, sono apparsi diversi artisti che si sono espressi consapevolmente o inconsapevolmente con ex voto che riprendono quelli buzzatiani. Bruno Vidoni è uno di quelli che ammiravano Il poema a Fumetti e ignoravano i Miracoli di Val Morel. Andò oltre Buzzati, s’inventò Santa Bladina da Cento, protettrice dei suonatori di flauto e taumaturga, inventò anche un paese a Suo nome Santa Bladina in provincia di Forlì, di cui si auto elesse Assessore alla cultura. Con questo ruolo, nel 1989, riuscì a farsi accreditare agli Stati generali degli Assessori alla cultura che si tennero a Ferrara. Tra i relatori vi era Renato Nicolini il teorizzatore della politica culturale dell’effimero, contro cui si scagliò con la sua relazione l’assessore Bruno Vidoni… Altri artisti fanno chiaro riferimento a Buzzati anche esprimendosi che tecniche all’avanguardia.

Nel nostro caso, i testi sono nati prima delle immagini. Verso la fine del 2019, risfogliando per l’ennesima volta il libro di Buzzati, pensai che mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa del genere, ma rivisto nella nostra attualità. La copertina della prima edizione completa dei Miracoli di Val Morel riporta l’ex voto del Gatto Mammone, apparso a Cesio Maggiore. Ecco che avevo trovato dove ambientare … nuovi miracoli… che dovevano essere lo specchio dei nostri giorni: in Val Canzoi, comune di Cesiomaggiore.
A differenza di Buzzati, che ha chiesto l’ausilio della solo a santa Rita, sopra i miracoli impossibili, ho pensato di ricorrere all’aiuto di più Santi sia perché in Val Canzoi ci sono diverse chiesette dedicate ai Santi diversi, tenuto conto anche di una chiesetta, crollata, che era dedicata a sant’Eustachio (da cui Stach, un cognome esistente nel Feltrino), sia perché questa opzione mi permetteva di creare situazioni varie e sempre verosimili. Con i miracoli volevo mettere in evidenza i vizi, i danni, i pregiudizi (cfr. Ahmed, immigrato, Anda, zingara), le manie, le presunzioni, le debolezze e le credenze, persistenti e spesso dannose. Non potevo dimenticare fenomeni importanti per la società locale quali l’emigrazione definitiva e quella di ritorno dei discendenti, i danni provocati alla natura e dalla natura, le vecchie e le nuove paure. Così non propongo questi miracoli come opera di un intervento divino, come il segnale di una presenza Superiore, anzi, in essi ricorre sovente un contradditorio tra la spiegazione miracolosa dei fatti a opera dei protagonisti e l’interpretazione razionale di chi ne ascolta la narrazione. Il protagonista vuole credere al miracolo mentre l’ascoltatore vuole spiegare razionalmente quanto è avvenuto. La fede vuole superare la ragione. Il miracolo esiste perché si vuole credergli. In ogni caso, i miracoli di Val Canzoi inducono il lettore alla riflessione sui rapporti dell’uomo con altro uomo, con la natura, gli animali, le norme e i limiti, i danni del passato quelli del presente, sulle paure e i pregiudizi.

I luoghi della Val Canzoi sono indicati con esattezza, così come sono precisi i riferimenti alla storia e alle tradizioni del territorio, alla sua economia, ai tanti lavori che andavano a costituire un reddito familiare: agricoltura, lavori boschivi, produzione della calce, del carbone ecc.. Ogni elemento che va costituire una storia è stato studiato e scelto per una particolare pregnanza o evocazione. Ci sono parecchi riferimenti a Buzzati, anche al di fuori dei suoi Miracoli di Val Morel, come la citazione dei fumetti Killing e Kriminal, nel miracolo La danza macabra della maestra. Infatti, l’autore bellunese, in diversi lavori pittorici prende spunto da immagini che scorrono in quei fumetti, come ha ben rilevato lo studioso Roberto Roda in un suo saggio.
Gli stessi protagonisti, come in Buzzati, hanno nomi verosimili, frutto di scelte e di commistione ampie per riferimenti culturali, geografici, tradizionali. Ecco quindi: Simposio De Boni, l’altisonante Simposio (la sola cosa importante del povero artista girovago) è un omaggio ad Augusto Frassineti, Pulcheria, è un nome caratteristico del Veneto ormai dimenticato, Anda, la nomade, porta un nome molto diffuso in Romania, mentre da noi indica una biscia, quindi il suo cognome non poteva che essere Bissorbolu, che, come è ben comprensibile, deriva dal dialettale bissa orbola, l’orbettino. Un’analoga attenzione va posta nell’osservare gli ex voto che tra i cartigli, il mostro ricorrente, la rivisitazione o il richiamo in cammei di figure sfuggenti il pittore amplia la narrazione.

Gli ex voto sono introdotti da didascalie pensate dallo stesso GA Cecchin, che con la loro ridondanza fonetica e il loro tono enfatico creano un assetto parodistico delle dediche degli ex voto popolari.

Infine, in Note e Bibliografia essenziale, potrete cogliere come le storie di alcuni miracoli abbiano avuto qualche precedente e un seguito. Inoltre, è evidente un ampio rinvio a siti internet… anche a garanzia di veridicità di quanto ho narrato… è un ulteriore specchio dell’attuale realtà, è un aggiornamento de l’ha detto la televisione!
Anche per questo, I miracoli di Val Canzoi vanno letti con il sorriso sulle labbra e la mente aperta ai tanti sentieri su cui vorremmo indirizzare o accompagnare i lettori.

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