OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl Teatro comunale di Belluno ospita domenica 25 maggio, dalle 14.30 alle 17, l’edizione 2014 della «Festa dei popoli», condotta da Giorgio Fornasier. L’appuntamento è voluto, come ogni anno, dall’associazione d’immigrazione «PopolInsieme»; quest’anno è particolarmente incisivo l’apporto dell’amministrazione comunale di Belluno, che fa precedere la festa da una serie d’iniziative volte a far incontrare persone e gruppi di culture e paesi diversi.

Per l’organizzazione collaborano anche vari enti che fanno capo alla diocesi di Belluno-Feltre, dal Centro missionario alla Caritas, del Centro «Migrantes» alla commissione «Giustizia e pace» e tante altre sigle: «Insieme si può…», l’associazione «Bellunesi nel mondo», gli scout Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), i centri caritas «Hakim» di Sargnano e «Don Francesco Cassol» di Tambre ed altri ancora. L’attenzione però non è focalizzata sull’ampia rosa di organizzatori, bensì sui vari gruppi di migranti presenti in provincia: Africani, Brasiliani, Moldavi, Ukraini, Peruviani, Filippini: i veri protagonisti della festa.

«La festa – dichiara don Ezio Del Favero, responsabile del Centro “Don Francesco Cassol” di Tambre – è un evento profondamente comunitario e un’occasione preziosa per conoscere, condividere e apprezzare espressioni musicali, ritmiche e linguistiche diverse dalla nostra. Per questo sono invitati non solo gli immigrati ma anche i bellunesi che abitano in città e in provincia. I nostri immigrati presenteranno canti, balli, musiche, poesie della loro tradizione. Inoltre, a conclusione della manifestazione, avremo modo di gustare anche qualche “piatto tipico” preparato dai vari gruppi etnici. La festa vuole farci sentire parte di una comunità più grande, più umana, che abbraccia il mondo intero, e vuole creare le condizioni perché le persone possano incontrarsi alla pari nel rispetto della propria identità, per costruire non solo una civile convivenza, ma anche una fraternità universale». Il tema della Festa dei popoli è infatti «Tanti popoli, una sola famiglia»: lo commenta così monsignor Umberto Antoniol, direttore del Centro «Migrantes» diocesano: «Attraverso questa festa si vuole far risaltare la ricchezza dell’incontro con l’altro, della relazione fraterna, che dobbiamo costruire anche nel nostro territorio bellunese-feltrino dove sono presenti oltre dodicimila immigrati».

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