Giornata di voto per le Europee, ieri, nel Regno Unito. Polemiche per le centinaia di cittadini non britannici dell’Unione che non hanno potuto esercitare il proprio diritto elettorale a causa di errori amministrativi. Numerose le segnalazioni di cittadini tedeschi, italiani, francesi, spagnoli e di altri Paesi Ue che alle urne sono stati respinti. Il Sole 24 Ore riporta che: «Secondo il 3Million Group, che rappresenta i cittadini Ue residenti in Gran Bretagna, a numerose persone che si erano presentate alle urne è stato detto di “andare a votare nel vostro Paese”». Sempre secondo il quotidiano di Confindustria, in una lettera alla Electoral Commission 3Million ha scritto che «è sconcertante che l’incompetenza e la mancanza di buona volontà del Governo e della Commissione abbiano negato a queste persone il diritto di votare». Per votare alle europee i cittadini non britannici dovevano compilare un modulo di richiesta della scheda elettorale e confermare che avrebbero votato solo in Gran Bretagna. C’è tuttavia chi sostiene di non avere mai ricevuto il modulo dal proprio Comune, o di non avere ricevuto la scheda elettorale. Molte le lamentele anche per la mancanza di indicazioni chiare da parte delle autorità. «Comprendiamo la frustrazione di alcuni cittadini europei residenti in Gran Bretagna che volevano votare ma non hanno potuto – si è scusata in un comunicato la Commissione Elettorale -. Per legge i cittadini Ue dovevano registrarsi 12 giorni lavorativi prima della data del voto. Il pochissimo preavviso che il Governo britannico ha dato a proposito della partecipazione alle elezioni ha avuto un impatto negativo sulla consapevolezza dei cittadini del voto e sul tempo necessario per completare le procedure necessarie».

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