Luciano Lodi“La tristezza è grande, il vuoto che ci lascia lo sentiremo nei prossimi mesi e forse anni. Io personalmente paragonavo Luciano come il faro dell’emigrazione bellunese, veneta e italiana. Ora questa luce si è spenta e rimane una grande eredità: quella di cercare di imitare lo spirito di serietà, solidarietà, sobrietà ed amicizia che ci ha insegnato lui”. Sono le parole di Saverio Sanvido, coordinatore delle Famiglie Bellunesi in Svizzera, nel comunicare alla Casa madre di Belluno la morte di Luciano Lodi.

Nato il 13 dicembre 1936 a Bribano di Sedico (BL), dopo breve malattia è deceduto a Lucerna (Svizzera) il 14 settembre. Era emigrato in Svizzera nel 1956, all’età di vent’anni, e risiedeva a EmmebrücKe.

“Lodi era una delle colonne portanti dell’ABM – il commento del presidente Oscar De Bona appena appresa la triste notizia – ed è stata una figura che ha caratterizzato le Famiglie bellunesi in Svizzera, vero motore della nostra Associazione. Lo conobbi venticinque anni fa quando fui eletto presidente della Consulta dei veneti nel mondo. Mi colpì la sua generosità, la sua passione e la sua partecipazione. Non è mai mancato alle Assemblee generali ABM e non mancavano i suoi originali interventi dimostrando sostegno e solidarietà e rimarcando anche la sua delusione per le mancate risposte agli italiani all’estero da parte delle autorità italiane. Siamo vicini a sua moglie Silvia, ai figli e a tutti i famigliari”.

Anche i presidenti onorari dell’Associazione Bellunesi nel Mondo hanno voluto ricordare Luciano: “Lodi è stato per tanti anni tra i più autorevoli rappresentanti dei problemi e delle aspirazioni del mondo dell’emigrazione – bellunese e non – della Svizzera, diventandone convinto, forte e battagliero interprete presso le Istituzioni” il pensiero di Gioachino Bratti seguito da quello di Maurizio Paniz: “Ci sono persone che fanno la storia dell’emigrazione: uno di questi è Luciano Lodi. Belluno e Lucerna, l’Italia e la Svizzera, un denominatore comune: l’amore per la propria terra, per il proprio lavoro, per i valori autentici della gente bellunese, lontano dalle diseguaglianze, sempre pronto a difendere i deboli e ad onorare la propria bellunesità. Mi mancherà la sua affettuosa presenza”. Vincenzo Barcelloni Corte ha voluto sottolineare la capacità di Lodi di unire i bellunesi donandosi con impegno e generosità: “E’ stata una guida per tutti noi”.

Patrizio De Martin, per quarantaquattro anni direttore ABM, con grande commozione lo ricorda come: “Un fratello. Sì, ho perso un fratello. Assieme a lui ho portato avanti molte iniziative sacrificando le nostre famiglie, ma con l’obiettivo di portare dei risultati alla difficile situazione in cui vivevano i belluenesi all’estero. Luciano era disponibile con tutti e soprattutto per quella fascia di emigrante più debole. Per noi è una perdita incolmabile e posso affermare che Lodi è stato il nostro esponente in emigrazione più capace e preparato”.

LA FIGURA DI LUCIANO LODI
Padre di cinque figli e di uno adottivo subì un grande dolore per la perdita di una figlia, in giovane età, a causa di un incidente stradale.

Lascia la moglie Silvia, i figli, i nipoti e i parenti tutti. Lodi si distinse per la sua generosità e impegno nei confronti dei più deboli e in particolare dei tanti Bellunesi, Veneti e italiani emigrati in Svizzera in anni non facili.

Per oltre quarant’anni ha lavorato, sino alla pensione, presso la Viscosa Swiss, ditta chimico-tessile con oltre 3.000 dipendenti, partendo come operaio e raggiungendo la qualifica di caporeparto.

Con la scomparsa di Luciano Lodi se ne va un pezzo importante della nostra emigrazione, testimone instancabile delle istanze che le migliaia di nostri connazionali a lui si rivolgevano per l’autorevolezza del suo impegno in ogni settore.

In cinquant’anni non c’è stato nessun progetto o iniziativa dell’emigrazione organizzata in Svizzera in cui Luciano non fosse stato coinvolto e protagonista.

Dato gli innumerevoli incarichi da lui ricoperti diventa quasi impossibile elencarli tutti. Ci limitiamo a ricordarne solo alcuni dei più significativi che hanno segnato la storia dell’emigrazione e dell’Associazione Bellunesi nel Mondo che orgogliosamente rappresentava:

  • fondatore e più volte presidente della Famiglia Bellunese di Lucerna (incarico che ricopriva tuttora);
  • consigliere della sede centrale di Belluno dell’Associazione Bellunesi nel Mondo;
  • presidente per venticinque anni del CAVES (Comitato delle Associazioni Venete Emigranti Svizzera);
  • già presidente del Coordinamento delle Famiglie Bellunesi in Svizzera (attualmente tesoriere);
  • vice presidente negli anni ‘70/’80 della Consulta Regionale per l’emigrazione a Venezia;
  • componente del Comitato Consultivo degli italiani all’estero a Roma;
  • dirigente nazionale delle ACLI;
  • dirigente del Consiglio Pastorale della Missione Cattolica di Emmenbrücke (Lucerna);
  • amministratore del Centro “al Ponte” (importante punto di riferimento della locale comunità cristiana)
  • promotore di iniziative culturali e sociali al Sinodo Cantonale per gli Stranieri;
  • Commendatore dell’ ”Ordine della Solidarietà Italiana”;
  • ha ricevuto numerosi attestati di riconoscimento per il suo generoso impegno: la targa d’oro a Lusiana (Vicenza), premio che annualmente viene assegnato ad una personalità particolarmente distintasi per l’impegno a favore degli emigrati veneti ed italiani; il Premio della Provincia per i Bellunesi distintesi nel mondo e tanti altri.

Resta di lui il ricordo del suo costante e severo impegno nei confronti di quanti hanno dovuto lasciare la terra natia per cercare una vita migliore in terra straniera a costo di grandi sacrifici.

I funerali saranno celebrati martedì 23 settembre p.v. alle ore 9.15 presso la chiesa Römiche – Katholische Kirche Gerliswil, vicino al Sonnenplatz 3 (Lucerna, Svizzera).

Nella stessa giornata alle ore 18.30 presso la chiesa di Bribano sarà celebrata una S. Messa in suo ricordo.

La sua figura sarà inoltre ricordata giovedì 25 settembre al Direttivo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

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