120. Visioni fuori-luogo: la montagna che R-Esiste. Tre appuntamenti con Abm, Isbrec e Liceo “Dal Piaz”

Spopolamento, emigrazione e r-esistenza in montagna. Attualità e futuro della provincia di Belluno i temi al centro del convegno “La montagna che R-Esiste”, organizzato in collaborazione tra Associazione Bellunesi nel Mondo, Liceo “Dal Piaz” di Feltre e Isbrec. Un trittico di appuntamenti tra Pedavena (l’11 aprile), Belluno (il 12 aprile) e Agordo (15 aprile) nell’ambito del progetto Visioni fuori-luogo, bando a cui partecipa il “Dal Piaz”. Una sezione del Piano Nazionale Cinema per la Scuola che vedrà gli studenti feltrini impegnati nella realizzazione di un docufilm sulla montagna bellunese. Una serie di ritratti e storie per raccontare il nostro territorio – periferia Nord del Veneto – attraverso quanti, oggi come ieri, vi esistono e r-esistono. Ciascuno dei tre appuntamenti si è strutturato con gli interventi di Diego Cason, che ha analizzato il quadro socio-demografico del bellunese; di Marco Crepaz, che ha illustrato i più recenti dati Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero); di Simone Tormen, che ha presentato una ricerca storica sulle malghe del Col Visentin; e della professoressa Rosa Cavallari, che ha esposto il progetto Visioni fuori-luogo. Spazio anche alle video-testimonianze di due giovani bellunesi all’estero: Luca Urpi e Lorenzo Fascina, entrambi in Svizzera, e al racconto di Marco Vuerich, giovane imprenditore bellunese che ha deciso di mettersi in gioco per con un’attività agricola e provare a rimanere a Belluno.

Ponte nelle Alpi – Tai. Un percorso che fa soffrire

Ogni tanto, soggetti istituzionali anche ad alto livello ripropongono progetti di viabilità per la Provincia dei quali si parla da anni, da parecchi anni, ma che rimangono tuttora lettera morta, così da far pensare, desolatamente, che restino pura utopia. Così per l’ autostrada fino a Monaco, i cui progetti risalgono addirittura a 70 anni fa (!) e, ultimamente, per il  prolungamento della ferrovia a nord di Calalzo. Se su quest’ultimo progetto molte sono le perplessità di una sua effettiva realizzazione (complici anche le divergenze sulla scelta del percorso, anche se pesa soprattutto l’interrogativo sul rapporto costi di gestione-benefici), per l’ autostrada quanto meno è urgente un nuovo passo, quello di aprire un tratto, da Pian di Vedoia a Tai, sul quale veramente ci sono tutti i caratteri dell’urgenza. La statale di Alemagna, specie in alcune ore della giornata, è diventata, data la mole del traffico, impercorribile in tempi ragionevoli. Le lunghe code, soprattutto nei weekend e praticamente tutto l’anno, danneggiano i residenti e insieme inaspriscono e demoralizzano i turisti. Non parliamo di quanto ne soffrono nella qualità della vita gli abitanti lungo quell’asse, che incontrano difficoltà e disagi per il più piccolo spostamento. Abbiamo poi il polo industriale di Longarone, il più grande della Provincia, che chiede da tempo un collegamento più agile con Pian di Vedoia.

Benissimo il miglioramento della statale che l’ANAS sta tempestivamente realizzando anche in vista dei Campionati del Mondo di sci di Cortina 2021, ma crediamo che esso sia ancora un palliativo che non risolve il  problema di una viabilità provinciale ormai al di fuori del volume di traffico, dei tempi e delle aspettative attuali.

G.B.

Festa del Popolo Veneto. Celebrazioni il 25 marzo

Verrà celebrata il 25 marzo la Festa del Popolo Veneto. La ricorrenza è stata istituita con la legge regionale n. 8 del 2007 in ricordo del giorno di fondazione di Venezia.
Per l’edizione 2019, la Regione ha coinvolto il Comitato Regionale UNPLI Veneto (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) nella realizzazione di un concorso che ha riguardato le scuole venete di ogni ordine e grado, nonché le scuole italiane dell’Istria.
In collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, è stato indetto un bando finalizzato alla realizzazione di percorsi didattici sviluppati da classi, o gruppi di classi, di ogni ordine e grado rispetto a tre ambiti:

  • la lingua veneta nelle sue espressioni creative nel teatro, nella musica e nella poesia;
  • il territorio regionale con il suo patrimonio storico-artistico ed enogastronomico;
  • raccogliere, raccontare, drammatizzare le leggende e i misteri del proprio territorio e/o esempi antichi e moderni di solidarietà veneta partendo dall’eredità della figura di San Martino.

«Quest’anno – spiega la Regione – sono pervenuti 73 progetti che hanno interessato altrettante scuole venete e istriane: 10 dalla provincia di Belluno; 4 dalla provincia di Padova; 6 dalla provincia di Rovigo; 10 dalla provincia di Treviso; 15 dalla provincia di Venezia; 13 dalla provincia di Verona; 9 dalla provincia di Vicenza; 6 dalla Croazia».
La premiazione si terrà presso il Teatro Goldoni a Venezia, nella mattina del 25 marzo. Durante la cerimonia saranno presenti alcuni rappresentanti delle scuole vincitrici, che potranno presentare parte dei propri lavori.

Regione Veneto: nuovo portale dedicato al turismo

La Regione Veneto ha un nuovo portale dedicato al turismo. Il sito (www.veneto.eu), ideato per essere un catalizzatore di informazioni riguardanti tutte le realtà turistiche del Veneto, si articola in tre aree tematiche: Scopri il Veneto, Cosa Fare e Organizza il tuo viaggio. Presenti inoltre alcuni mini-siti tematici relativi al cicloturismo e all’enogastronomia. Disponibili a breve quelli dedicati alle Ville Venete e al settore congressuale.

65. A lezione con Adriano Ghedina. Ricercatore al telescopio Galileo di Tenerife e membro di Bellunoradici.net

Una giornata davvero intensa per il ricercatore bellunese Adriano Ghedina. Venerdì 22 febbraio lo ha visto protagonista al mattino al Liceo scientifico “Galilei” di Belluno per il taglio del nastro del nuovo osservatorio astronomico e, alla sera, all’Aula magna dell’Itis “Segato” per una lezione sui vent’anni del telescopio Galileo, presente a Tenerife, e di cui è responsabile. Un pubblico attento, composto per lo più da studenti ed ex studenti del “Galilei”, ha ascoltato la presentazione di Ghedina conclusasi anche con suggerimenti per chi volesse addentrarsi nel mondo dell’astronomia.

Numerosi gli interventi che si sono succeduti. Dal dirigente scolastico Salvatore Russotto allo storico preside del “Galilei” Carmelo Correnti; dal professor Enrico Salti, ideatore dell’osservatorio astronomico del Liceo Scientifico, a Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo che ha ringraziato Ghedina per tenere alto l’onore della provincia di Belluno all’estero. Gli stessi alunni del Liceo hanno poi raccontato la loro diretta visita al telescopio Galileo di Tenerife, viaggio reso possibile grazie al supporto dello stesso Ghedina e dei professori Enrico Salti e Massimo Ottone.

Solitudine e marginalità nel Terzo millennio… anche in provincia di Belluno

Il giorno in cui se ne è andato Giancarlo era, forse, fuori del calendario. Un giorno dimenticato, se nessuno si è accorto di lui; un giorno di fame e di freddo, al vedere come è stato ritrovato, dopo tanti giorni. Non era una persona insignificante Giancarlo, tutt’altro: aveva una mente acuta e uno sguardo a suo modo penetrante sul mondo, sulle persone e sulle cose. Ma nessuno si è accorto di lui, mentre lasciava questa vita in solitudine, in un contesto di grave degrado, alle porte della nostra città di Belluno. Zigmunt Bauman, il grande sociologo scomparso centenario qualche tempo fa, parlava di un sistema, il nostro, che finisce per creare vite di scarto: sono le vite di coloro che non stanno al passo di una società che si identifica con il mercato. Papa Francesco ha più volte usato la stessa espressione per definire le persone vittime dell’ingiustizia e dell’indifferenza. Nessuna persona dovrebbe mai diventare uno scarto: tanto alto è il disegno concepito dal Creatore per ogni essere umano e tanto nobile il destino al quale ciascuno è chiamato!

Solitudine e marginalità sono due facce della stessa medaglia: chi è solo finisce per essere marginale anche se non lo ha scelto. L’assenza o la labilità delle relazioni, infatti, espone all’insicurezza e spinge a rinchiudersi in una apparente autosufficienza, che il più delle volte è subita, più che cercata. E d’altra parte chi è ai margini è per definizione escluso dal tessuto sociale e finisce talvolta per accettare la solitudine come una sorta di meccanismo di difesa, come l’espressione di un giudizio di condanna nei confronti del mondo, ritenuto ostile o indifferente.

Sono tante le forme della solitudine e della marginalità! Ma, se vogliamo conservare l’essenza della nostra umanità, non possiamo consentire che siano considerate normali o accettabili. Chi è solo non trova alcun appiglio nel momento del bisogno: in condizioni di particolare fragilità o debolezza, può cadere senza far rumore, come le foglie al soffiare del vento. Contrastare la marginalità è possibile, ma è necessario combattere l’indifferenza, riscoprire il legame di fraternità che ci accomuna, riconoscere nel volto dell’altro l’appello ad un comune destino.

Francesco D’Alfonso diacono   

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