L’Associazione Bellunesi nel Mondo è vicina al suo presidente Oscar De Bona. Questa mattina è mancata sua mamma Maria Tacca

«Stamattina all’alba la mia mamma ha finito di soffrire. Grazie mamma per l’amore e per l’affetto che mi hai dato… sei stata come tutte le mamme splendida… ora hai raggiunto il babbo che tanto hai amato… ti voglio bene». Questo il messaggio pubblicato oggi sul profilo facebook di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

All’età di 92 anni sua madre Maria Tacca, in punta di piedi, se ne è andata. Una donna energica, che aveva conosciuto l’emigrazione essendo stata balia da latte.

Assieme a suo marito, Vittorio De Bona “Toio fret”, aveva gestito per tutta la vita la storica trattoria “Al bivio” di Trichiana. Maria era la cuoca, «Una grande cuoca», come sottolinea un commosso Oscar De Bona, «Mi ricordo che da ragazzo il nostro punto di incontro era proprio la cucina, e in quel luogo così magico mi ha trasmesso il suo sapere, i suoi valori e l’amore per la nostra terra».

La grande famiglia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo si stringe vicino al suo presidente, con un abbraccio alla sorella Liana e a tutti i famigliari e amici di Maria Tacca.

I funerali saranno celebrati martedì 28 maggio, alle ore 15.00, nella chiesa parrocchiale di Trichiana.

149. La scuola primaria di Rivamonte Agordino visita il MiM Belluno e i suoi laboratori

Un pomeriggio all’insegna dell’emigrazione. È quanto hanno vissuto gli alunni della scuola Primaria di Rivamonte Agordino, che nella giornata di venerdì 17 maggio hanno passato quattro ore immergendosi nelle dinamiche migratorie offerte dal MiM Belluno, il Museo interattivo delle delle migrazioni presente all’interno della sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Oltre alla visita guidata, a cura di Giulia Francescon, gli studenti hanno partecipato a una serie di laboratori didattici, che hanno messo in evidenza l’emigrazione storica, quella attuale e l’immigrazione. Grande successo ha ottenuto il percorso virtuale a 360°, che ha permesso di far vivere agli alunni un viaggio esperenziale nel cuore delle miniere, con il racconto – direttamente da Charleroi, Belgio – di Urbano Ciacci, l’ultimo minatore della miniera di Marcinelle.

147. 54.ma Assemblea generale dell’Associazione Bellunesi nel Mondo

53 anni, ma… li dimostra! In senso positivo, poiché la “Bellunesi nel mondo” è un sodalizio solidamente maturo e capace di mettere in campo iniziative a ripetizione per ampliare e migliorare i servizi a favore dei nostri conterranei sparsi nei cinque continenti. L’assemblea del 18 maggio scorso in sala Bianchi, diretta dalla vice presidente vicaria Patrizia Burigo, è iniziata con i saluti del delegato vescovile per le migrazioni diacono Francesco D’Alfonso e dall’assessore Biagio Giannone per il Comune di Belluno.

La relazione morale

Assai articolata è stata la relazione morale del presidente Oscar De Bona sulle numerose attività svolte dall’assemblea dello scorso anno in poi. È stata una relazione ricca di chiaroscuri, ma che ha evidenziato come la struttura associativa sia solida, malgrado le difficoltà economiche. In chiaro De Bona ha ricordato l’aumento degli organici consolari e la capacità dell’Abm di mettere sul tappeto una vivace progettualità che consente di portare a casa utili risorse, poiché non è più tempo di contributi a pioggia e fondo perduto. Il lato oscuro, invece, è rappresentato dal farraginoso servizio delle Poste (“si spera in una pronta riorganizzazione, ma il nostro giornale arriva spesso tardi!”), dalle preoccupazioni per lo stato della sanità bellunese, dalle note querelle sulle targhe straniere dei nostri lavoratori in Germania, dall’anacronismo di certe norme legate all’Anagrafe degli italiani all’estero e dalla necessità di riformare la legge sulla doppia cittadinanza. «Chiediamo ai nostri parlamentari di fare squadra per cambiare le cose», ha concluso De Bona, dopo aver ringraziato tutti i collaboratori ed i dirigenti delle Famiglie in Italia e all’estero per la loro opera di autentico volontariato.

Bilanci sofferti

Il tesoriere Angelo Paganin ha illustrato i bilanci, poi approvati all’unanimità. Il consuntivo 2018 si chiude con un movimento di meno di 400.000 euro ed un disavanzo di quasi 22.000 euro, mentre il preventivo 2019 si attesta su un movimento sui 300.000 euro con un disavanzo d’esercizio previsto di quasi 5.000 euro. Spiccando in entrambi i documenti le entità significative dei progetti attuati e da attuare.

Doppia cittadinanza e Aire

Nel dibattito seguente vari gli argomenti toccati. Spicca ancora la questione delle targhe automobilistiche su cui si sono pronunciati Aduo Vio, presidente della Famiglia Nord Reno Westfalia, ed il presidente dell’Uniteis Dario Olivier. Alcuni intervenuti hanno convenuto sulla necessità di rivedere la questione dl quorum riguardante gli elettori Aire, mentre Antonio Dazzi si è soffermato sui problemi delle Famiglie ex emigranti e Giorgio Zampieri sul ricorso al Tar per i Centri di volontariato appoggiato anche dall’Abm.

Lorraine Berton, leader di Confindustria Dolomiti, ha sottolineato la partnership con l’Abm per la formazione e per l’attenzione ai giovani nella lotta comune per difendere la nostra montagna. Il sindaco di Chies d’Alpago Gianluca Dal Borgo si è dichiarato pronto a ricevere le cerimonie del Pelmo d’oro 2019 e del Premio per i bellunesi nel mondo, mentre Ivano Foch di Padova ha ricordato il premio letterario “Mi ricordo che” e le ipotesi di un inno dei Bellunesi nel mondo.

Un nuovo statuto

Anche per l’Associazione Bellunesi nel mondo sta per scoccare l’ora delle modifiche per adeguarsi alle normative del Terzo Settore, ma tutto è rimandato ad altra data dopo un ulteriore passaggio in Consiglio direttivo nel corso delle prossime settimane. Poi, salvo eventuali proroghe da parte del Governo, il tutto dovrebbe concretizzarsi entro la data del 2 agosto prossimo con l’esame e la ratifica di una nuova assemblea da riconvocare a tempo debito.

All’assise di sabato 18 maggio era stata sottoposta una bozza assai articolata di quello che dovrebbe essere in futuro il nuovo Statuto dell’Abm. Si trattava di un documento che recepiva le indicazioni relative alle Associazioni di promozione sociale (APS) nelle quali rientra la tipologia propria dell’Abm. Dopo breve discussione, data la complessità della materia, è intervenuta la decisione di ulteriore approfondimento prima di arrivare alla decisione finale che, comunque, non potrà essere elusa.

La quota associativa

Altro punto cruciale dei lavori assembleari era quello relativo alla proposta di ritocco della quota associativa che è ferma ormai da dieci anni a 25 euro e dai più è vista solo come mera quota di abbonamento al mensile dell’Abm. C’è molto di più, ha sottolineato De Bona, se pensiamo ai tanti servizi offerti agli iscritti per i quali ci vogliono più risorse finanziarie e si è pensato così di ricorrere alla misura di cinque euro in più.

Sull’argomento Arrigo Galli per la Famiglia ex emigranti di Longarone e Marco Perot della “Monte Pizzocco” hanno detto no ipotizzando diversamente altra perdita di soci. Ivano Foch della Famiglia di Padova, pur riconoscendo la necessità di un adeguamento della quota, ha chiesto di concedere alle Famiglie Bellunesi la facoltà di un’aggiunta economica discrezionale a vantaggio delle stesse. Alla fine, però, l’assemblea ha approvato la proposta di aumento avanzata dal Consiglio direttivo dell’Associazione. Adesso si punterà a una campagna di comunicazione per spiegare al meglio le motivazioni dell’aumento.

Appello al Governo

La presidente di Confindustria Dolomiti Lorraine Berton ha ritenuto uno spot elettorale l’intervento di Cinzia Dal Zotto del Movimento 5 stelle. La polemica è stata inevitabile ed è apparsa come una nota stonata fuori dal coro e non è gradita dalla maggioranza dell’assemblea.

A non far passare il tutto dentro la vuota cornice di una sterile polemica ci ha pensato il presidente De Bona che ha invitato Cinzia Dal Zotto, rappresentante l’on. Federico D’Incà, a sollecitare il deputato di Trichiana ad attivarsi presso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri per l’editoria Vito Crimi affinché ritorni sui suoi passi circa una decisione deleteria per le associazioni come l’Abm.

Materia del contendere è la decisione di Crimi di azzerare, a partire dal luglio prossimo, i contributi agli organi d’informazione delle associazioni che rappresentano gli italiani all’estero.

Bellunesità in bici

A margine dei lavori, poi, Paolo Dal Mas ha illustrato la sua iniziativa che lo vedrà percorrere la lunga distanza tra Belluno e Londra in sella alla sua bicicletta in quattro giorni: un modo originale di celebrare l’epopea dei flussi migratori nell’affermazione del principio di libera circolazione delle persone in Europa.

Giovani in prima linea

Chiusura con i video interventi di Luca Urpi, presidente della Famiglia di Zurigo, e di Ernestina Dalla Corte Lucio da Buenos Aires: i giovani del social network “Bellunoradici.net” sono una gamba solida sulla quale l’Abm potrà continuare a camminare.

146. L’ABM e il MiM Belluno organizzano un corso base di impagliatura con il “caregheta” Enrico Stalliviere

L’Associazione Bellunesi nel Mondo e il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni – organizzano un corso base di impagliatura a cura di Enrico Stalliviere. Il corso, della durata di quattro lezioni (due ore cadauna) avrà inizio mercoledì 29 maggio, alle ore 20.00, presso la sede del MiM Belluno in via Cavour, 3 a Belluno (100 m dal piazzale della stazione del treno). Il corso prevede una lezione teorica in cui verrà illustrata la storia dei seggiolai (caregheta) e il ruolo che hanno avuto nel fenomeno migratorio della provincia di Belluno. Seguiranno tre lezioni pratiche in cui ogni partecipante avrà a disposizione uno sgabello, gli strumenti e la paglia per l’impagliatura. Al termine del corso lo sgabello impagliato rimarrà al corsista. Posti limitati. Per informazioni e iscrizioni: Associazione Bellunesi nel Mondo, tel. 0437 941160 – info@bellunesinelmondo.it

144. Spirits of Dolomites / 3. Note di viaggio di una signora inglese di fine ‘800

Amelia Edwards continua la permanenza a Cortina, con gite e passeggiate nei dintorni, e il 7 luglio 1872 partecipa alla sagra che si teneva da tempo in paese la prima settimana di luglio, tradizione che prosegue anche ai giorni d’oggi.Amelia viene colpita dalla grande quantità di gente che dai paesi vicini, ma anche da Dobbiaco, San Candido, dalla Val di Sesto e Longarone arriva a Cortina con  variopinti costumi. La città era in festa e le campane delle chiese rendevano la sagra un misto tra il sacro e il profano, dove ogni casa si trasformava in albergo; si parlava tedesco, italiano e anche un dialetto che univa queste popolazioni che si sentivano tutte figlie di un unico territorio montano.Amelia fu  molto attratta da una ragazza di Livinallongo, che portava un particolare costume, tanto che le propose di posare in albergo per un ritratto, dandole un fiorino di compenso.È interessante quanto scrive Amelia:“La donna da Livinallongo molto bella e molto alta, aveva fattezze così armoniose che nemmeno il sacco che indossava e il corpetto senza forma potevano nascondere le linee perfette della sua figura. La misi in posa e così essa rimase, immobile e assorta per più di mezz’ora. Non avevo mai visto un viso così bello e severo nello stesso tempo, la cui espressione era di dolce, impenetrabile malinconia. In risposta alla mia domanda, mi disse che aveva ventitré anni e prestava servizio in un cascinale a Livinallongo. «Non è sposata?» le chiesi ancora. «No, Signora». «Fidanzata?». «No, Signora». «Forse è per colpa sua…» aggiunsi. Scosse la testa. «Oh, no» rispose arrossendo sempre di più, «i giovani da noi non sposano le ragazze che non possiedono denaro. Chi può pensare a me che sono tanto povera?».Mi sarebbe piaciuto sapere di lei tanto di più, ma la sua naturale dignità e la sua riservatezza mi impedirono di porle altre domande. Finii il ritratto; la ragazza gli diede una rapida occhiata e dopo avermi restituito il denaro, si accinse ad andarsene. Mi disse che le avevo procurato un piacere e che non desiderava essere ricompensata. Alla mia insistenza, prese il denaro, ma con l’aria di accettarlo più per buona educazione che per la sua volontà. Così andò avviandosi lungo il sentiero in discesa dietro l’albergo sola verso la casa lontana oltre la montagna”. Questa breve testimonianza ben evidenzia la grande dignità delle genti di montagna nel passato, dignità che persiste ancora oggi e che forse non sempre viene capita.

142. Dalle Dolomiti a Barcellona camminando: successo per la presentazione di Patogiramondo all’Abm

Un viaggio formato avventura: da Zoldo a Barcellona a piedi. Il protagonista è Matteo Piva, che venerdì sera all’Abm ha condiviso con il numeroso pubblico giunto nella sala riunioni della biblioteca “Dino Buzzati” la propria impresa. Noto alle cronache come Patogiramondo (così si chiama la sua pagina Facebook, dove tra l’altro è possibile leggere i suo racconti di viaggio), capace di contagiare i presenti con la propria allegria, Matteo ha descritto attraverso immagini e aneddoti il proprio cammino, trascinando con sé gli spettatori in un percorso costellato di incontri, sfide e nuove amicizie. Da tempo l’Abm, con la biblioteca delle migrazioni, affianca alla presentazione di libri alcuni incontri per parlare di viaggi speciali. Riuscitissimo l’appuntamento con Matteo Piva, già pronto per nuove peripezie in Sud America.

1
Ciao, come possiamo aiutarti?
Powered by
Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress