Autorizzata in Senato l’indagine conoscitiva sulle condizioni e le esigenze delle comunità degli italiani nel mondo

Autorizzata dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati l’indagine conoscitiva sulle condizioni e le esigenze delle comunità degli italiani nel mondo proposta dal presidente della Commissione Esteri del Senato Vito Petrocelli.
L’indagine ha l’obiettivo di valutare quali misure, di carattere amministrativo o legislativo, sia opportuno adottare per migliorare lo status, le prospettive delle comunità di italiani all’estero, e per rinsaldarne il legame con l’Italia. «A tal fine – spiega Petrocelli – sarà realizzato un ciclo di audizioni e verranno organizzate delle missioni per approfondire le diverse realtà ed esigenze delle comunità di connazionali, stimolandone al contempo il coinvolgimento e la partecipazione, sia nel contesto di residenza che in un rinnovato legame con il nostro Paese. La conclusione dell’iniziativa – sottolinea ancora il presidente della Commissione – sarà l’elaborazione di un documento in grado di offrire un quadro di sintesi circa le possibili soluzioni ai bisogni di tali comunità, per facilitarne il godimento dei diritti e delle prestazioni assistenziali e pensionistiche, la fruizione dei servizi consolari, preferibilmente in via telematica, oltre che facilitarne il raccordo con la terra di origine».

Trento. Dall’Università borse di studio per giovani oriundi

Nuovo bando dell’Università di Trento che mette a disposizione degli oriundi trentini 5 borse di studio per la frequenza dei corsi di laurea di I livello (triennale) e di secondo livello (magistrale). La scadenza per le candidature è fissata al 20 marzo.
Per partecipare è necessario:

  • dare prova dell’origine trentina,
  • risiedere all’estero,
  • avere un Diploma di scuola superiore valido ai fini dell’iscrizione alle università italiane o una laurea
  • non avere più di 28 anni alla data di scadenza del bando (20 marzo).

Le borse di studio ammontano a 7.250 euro l’anno per gli studenti residenti in Paesi non europei e a 6.700 euro per i residenti in Europa.
I vincitori avranno inoltre diritto all’alloggio gratuito presso una struttura dell’Opera Universitaria di Trento, all’esonero dal pagamento delle tasse universitarie, al rimborso dell’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e a frequentare un corso di italiano gratuito presso il Centro Linguistico dell’Università.

Le iscrizioni devono essere effettuate online tramite la piattaforma dell’Università: https://webapps.unitn.it/Apply/it/Web/GoHome/ammissione

Nuove norme sulla cittadinanza per matrimonio

Sono in vigore dal 4 dicembre scorso le modifiche alla legge di cittadinanza introdotte dal cosiddetto decreto-immigrazione (DL 4 ottobre 2018, n. 132, convertito in legge 1° dicembre 2018, n. 138).
Le novità riguardano la cittadinanza per matrimonio, la cui concessione è ora subordinata anche al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).
I richiedenti la cittadinanza per matrimonio sono pertanto tenuti, all’atto della presentazione dell’istanza, ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario o a produrre apposita certificazione rilasciata da un ente certificatore.
Sono al momento considerati enti certificatori i seguenti istituti:

  • Università per stranieri di Siena
  • Università per stranieri di Perugia
  • Università Roma Tre
  • Società Dante Alighieri.

Saranno pertanto considerate valide le certificazioni rilasciate da tali enti di livello non inferiore a B1.

Bold Global Awards, premio promosso dalla piattaforma H-Farm

Promosso dalla piattaforma H-Farm il premio “Bold Global Awards”. L’obiettivo è «premiare i migliori progetti, aziende, startupper e persone impegnati nel mondo dell’innovazione». Le categorie del riconoscimento, presentato a Washington lo scorso ottobre durante la Crowdsourcing Week Global 2018, sono:

  • Open Innovation;
  • Crowdsourced Marketing & Advertising Campaign;
  • Crowdsourced online platform;
  • Robotics;
  • Crowdfunding;
  • Scientific program;
  • Space Frontier;
  • Blockchain;
  • ICO;
  • AI;
  • Young Achiever.

Possono essere sottoposte candidature sia dal settore pubblico che da quello privato, con i migliori 50 candidati che parteciperanno alla premiazione del 5 aprile 2019. Iscrizioni entro il 20 febbraio 2019.
«Una parte della quota d’iscrizione – spiega H-Farm – andrà in beneficenza alla Fondazione HforHuman, per favorire l’accesso alla formazione e incoraggiare i giovani a seguire le loro passioni».

Ulteriori dettagli e informazioni su www.h-farm.com

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Riportiamo il testo integrale del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

«Care concittadine e cari concittadini,

siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana.

Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.

Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull’anno trascorso. Mi consente di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell’anno da parte di tanti nostri concittadini, quasi dando in questo modo loro voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di tutti gli italiani.

Quel che ho ascoltato esprime, soprattutto, l’esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino.

Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno.

Sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri.

Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese.

Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore.

So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un’altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza.

Certo, la sicurezza è condizione di un’esistenza serena.

Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune.

La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità.

Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi.

La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.  

Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro.

Qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la  cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità.

Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori  non fossero importanti nel mondo degli adulti.

In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società.

Sono i valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il   proprio dovere; quelli di chi si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficoltà.

Il nostro è un Paese ricco di solidarietà. Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni.

Ricordo gli incontri con chi, negli ospedali o nelle periferie e in tanti luoghi di solitudine e di sofferenza dona conforto e serenità.

I tanti volontari intervenuti nelle catastrofi naturali a fianco dei Corpi dello Stato.

È l’“Italia che ricuce” e che dà fiducia.

Così come fanno le realtà del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà.

Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto    dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto.

Anche per questo vanno evitate “tasse sulla bontà”.

È l’immagine dell’Italia positiva, che deve prevalere.

Il modello di vita dell’Italia non può essere – e non sarà mai – quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi.

Alimentano focolai di odio settario, di discriminazione, di teppismo.  

Fenomeni che i pubblici poteri e le società di calcio hanno il dovere di contrastare e debellare.

Lo sport è un’altra cosa.              

Esortare a una convivenza più serena non significa chiudere gli occhi davanti alle difficoltà che il nostro Paese ha di fronte.

Sappiamo di avere risorse importanti; e vi sono numerosi motivi che ci inducono ad affrontare con fiducia l’anno che verrà. Per essere all’altezza del compito dobbiamo andare incontro ai problemi con parole di verità, senza nasconderci carenze, condizionamenti, errori, approssimazioni.

Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta, pur con risultati significativi di imprese e di settori avanzati.  Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio.

Dobbiamo aver fiducia in un cammino positivo. Ma non ci sono ricette miracolistiche.

Soltanto il lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno.                 

Traguardi consistenti sono stati raggiunti nel tempo. Frutto del lavoro e dell’ingegno di intere generazioni che ci hanno preceduto.

Abbiamo ad esempio da poco ricordato i quarant’anni del Servizio sanitario nazionale.

E’ stato – ed è – un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia.  Che ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli italiani, ai più alti livelli mondiali. Non mancano difetti e disparità da colmare. Ma si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare.

L’universalità e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell’assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare.

Ieri sera ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore.

Avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità.

La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento.

Mi auguro – vivamente – che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto.

La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.

Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei.

Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace.

Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta.  È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne.

Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa.

Sono rimasto colpito da un episodio di cronaca recente, riferito dai media. Una signora di novant’anni, sentendosi sola nella notte di Natale, ha telefonato ai Carabinieri. Ho bisogno soltanto di compagnia, ha detto ai militari. E loro sono andati a trovarla a casa portandole un po’ di serenità.

Alla signora Anna, e alle tante persone che si sentono in solitudine voglio rivolgere un saluto affettuoso.

Vorrei sottolineare quanto sia significativo che si sia rivolta ai Carabinieri. La loro divisa, come quella di tutte le Forze dell’ordine e quella dei Vigili   del fuoco, è il simbolo di istituzioni al servizio della comunità. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare perché appartiene a tutti i cittadini.

Insieme a loro rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia.

La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione.

In questa sera di festa desidero esprimere la mia vicinanza a quanti hanno sofferto e tuttora soffrono – malgrado il tempo trascorso – le conseguenze dolorose dei terremoti dell’Italia centrale, alle famiglie sfollate di Genova e della zona dell’Etna. Nell’augurare loro un anno sereno, ribadisco che la Repubblica assume la ricostruzione come un impegno inderogabile di solidarietà.

Auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero.

Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.

Rivolgo un augurio, caloroso, a Papa Francesco; e lo ringrazio, ancora una volta, per il suo magistero volto costantemente a promuovere la pace, la coesione sociale, il dialogo, l’impegno per il bene comune.                                            

Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunità.

Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita.

Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l’autismo, di Verona, che ho di recente visitato.

Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creatività e capacità di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e rivolgo a tutti loro l’augurio più affettuoso.

A tutti voi auguri di buon anno».

Concorso per raccogliere storie migranti: al via “DiMMi 2019”

Al via l’edizione 2019 del concorso “DiMMi”, indetto in occasione del XXXV Premio Pieve “Saverio Tutino” organizzato dall’Archivio Diaristico Nazionale.
L’iniziativa mira a raccogliere “Diari Multimediali Migranti”: racconti in prima persona scritti dalle persone migranti sul nostro territorio, con l’obiettivo di «costruire una nuova narrazione, superare gli stereotipi e le semplificazioni, contribuire alla crescita di una cittadinanza globale».
Un Comitato Scientifico, composto da rappresentanti di diverse organizzazioni, si occuperà di valutare e ammettere al Concorso le prime 150 opere pervenute entro la data del 30 aprile 2019. I racconti potranno essere in forma scritta o servirsi di fotografie, immagini, e-mail, lettere e disegni, cartoline, video o musica, purché inediti e strettamente autobiografici, cioè riferiti a se stessi. Dovrà essere mantenuta la forma originaria della narrazione e l’autenticità del linguaggio (non verrà dato peso ad eventuali incertezze linguistiche e grammaticali). Non saranno accolte invece opere romanzate. Sono ammessi racconti di sé redatti anche non in lingua italiana. In tal caso è obbligatorio consegnare il testo (o video/audio) originale con allegata una traduzione in lingua italiana e qualsiasi altro materiale che permetta di valutare l’autenticità della narrazione.
Il Comitato selezionerà poi una o più opere per assegnare una menzione speciale in ciascuna delle due seguenti categorie: autori e autrici che non abbiano compiuto il 21esimo anno d’età al momento della consegna della narrazione; autori e autrici che abbiano superato i 21 anni di età.
Le opere scelte per la menzione speciale saranno premiate con la pubblicazione presso un editore di livello nazionale.
L’annuncio delle opere vincitrici sarà dato in occasione della XXXV edizione del Premio Pieve “Saverio Tutino” che si svolgerà a Pieve Santo Stefano, Arezzo, nel settembre 2019.

Per tutti i dettagli: www.archiviodiari.org

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