Voto degli iscritti all’AIRE temporaneamente presenti in altra circoscrizione

I cittadini iscritti AIRE, qualora temporaneamente presenti in altra circoscrizione consolare per motivi di lavoro, studio o cure mediche, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data dello svolgimento della consultazione elettorale, potranno essere ammessi al voto presso quest’ultima.
Il connazionale dovrà contattare il proprio Consolato d’iscrizione AIRE (di residenza abituale) per richiedere di essere ammesso all’esercizio del voto per corrispondenza presso la circoscrizione consolare di temporanea dimora.

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Pensionati all’estero e detrazioni familiari, entro il 15 febbraio le domande

Riportiamo un comunicato di Marco Fedi e Fabio Porta – Deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero

Tempi abbastanza brevi per la presentazione della domanda utile a ottenere le detrazioni per carichi di famiglia sulle pensioni da parte dei titolari di pensione italiana residenti all’estero i quali sono soggetti ad Irpef in Italia.
Infatti con riferimento al periodo d’imposta 2018 l’Inps in un suo recente Messaggio (n. 5090 del 20/12/2017) ha precisato che, per i pensionati residenti in Paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni i quali hanno già fruito di detrazioni per carichi di famiglia nel corso del 2017, saranno mantenute le suddette detrazioni se la presentazione della domanda di applicazione annuale sarà effettuata entro il 15 febbraio 2018, fermo restando l’obbligo di comunicare all’Istituto eventuali variazioni nei carichi che si dovessero verificare successivamente in corso d’anno.
Come è noto l’evoluzione della normativa attualmente in vigore (caratterizzata da sovrapposizioni di leggi, decreti e vari provvedimenti amministrativi) ha portato ad una situazione per cui a partire dal 2016 le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del TUIR sono fruibili da parte di tutti i residenti all’estero (titolari di pensioni delle gestioni private, pubbliche, dello spettacolo e sport professionistico erogate in Paesi comunitari ed extracomunitari) in Paesi che forniscono un adeguato scambio di informazioni con l’Italia.
Giova ricordare ai pensionati italiani residenti all’estero interessati che, ai fini del riconoscimento da parte del sostituto d’imposta – in questo caso l’Inps – delle detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del TUIR, devono attestare mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio:

• lo Stato nel quale risultano avere la residenza fiscale;

• di aver prodotto in Italia almeno il 75 per cento del reddito complessivamente conseguito nel periodo d’imposta, assunto al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche al di fuori dello Stato di residenza; di non godere nel Paese di residenza e in nessun altro di benefici fiscali analoghi a quelli richiesti nello stato italiano;

• i dati anagrafici e il grado di parentela del familiare per cui si intende fruire della detrazione di cui all’art. 12 del TUIR, con l’indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui le predette sono cessate;

• che il familiare per cui si chiede la detrazione possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche al di fuori dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a € 2.840,51 (dal 2019, il nuovo limite di reddito per i figli a carico è stato aumentato e passa dagli attuali 2.840 a 4.000 euro fino a 24 anni).

Per poter fruire delle detrazioni per carichi di famiglia, di cui all’art. 12 del TUIR (D.P.R. 917/86), i pensionati residenti all’estero, in Paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni, devono quindi presentare annualmente apposita domanda all’Istituto per ciascun periodo d’imposta, ai sensi dell’art. 2 del Decreto del MEF del 21/09/15, al fine di attestare la sussistenza dei requisiti previsti per aver diritto alla detrazione fiscale, ai sensi dell’art. 24, comma 3-bis, del TUIR. Pertanto – chiarisce l’Inps nel suo Messaggio – i pensionati residenti in paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni, in base alla normativa fiscale vigente, possono richiedere all’Inps per il periodo d’imposta 2018 l’applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia, attraverso le seguenti modalità:

•    direttamente, accedendo con PIN dispositivo o credenziali SPID di secondo livello al servizio on line dedicato

•    oppure, avvalendosi dell’assistenza gratuita dei Patronati, che hanno a disposizione il medesimo applicativo nell’apposita sezione loro dedicata del sito istituzionale.

Infine ricordiamo che qualora la presentazione della domanda annuale di applicazione delle suddette detrazioni dovesse avvenire dopo il termine del 15 febbraio 2018 l’Inps procederà alla revoca delle stesse, con effetto dalla rata di aprile 2018 per tutte le gestioni, con adeguamento mensile della tassazione dalla medesima rata e recupero delle detrazioni provvisoriamente attribuite.

Qualora, successivamente alla revoca operata nei termini su indicati dall’Inps, dovessero pervenire all’Istituto, con riferimento ai pensionati interessati, domande di applicazione delle detrazioni per carichi familiari, le detrazioni richieste saranno attribuite nuovamente con la prima rata utile, comprensive del conguaglio a credito, laddove spettante, in relazione alle mensilità pregresse.

La lista degli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni in materia fiscale è aggiornata semestralmente  dal MEF (Ministero Economia e Finanze).
Qui di seguito i Paesi indicati nell’ultimo aggiornamento: Albania;  Alderney;  Algeria;  Andorra;  Anguilla;  Arabia Saudita;  Argentina;  Armenia;  Aruba;  Australia;  Austria;  Azerbaijan;  Bangladesh;  Barbados;  Belgio;  Belize;  Bermuda;  Bielorussia;  Bosnia Erzegovina;  Brasile;  Bulgaria;  Camerun;  Canada;  Cile;  Cina;  Cipro;  Colombia;  Congo (Repubblica del Congo);  Corea del Sud;  Costa d’Avorio;  Costa Rica;  Croazia;  Curacao;  Danimarca;  Ecuador;  Egitto;  Emirati Arabi Uniti;  Estonia;  Etiopia;  Federazione Russa;  Filippine;  Finlandia;  Francia;  Georgia;  Germania;  Ghana;  Giappone;  Gibilterra;  Giordania; Grecia;  Groenlandia;  Guernsey;  Herm;  Hong Kong;  India;  Indonesia;  Irlanda;  Islanda;  Isola di Man;  Isole Cayman;  Isole Cook;  Isole Faroe;  Isole Turks e Caicos;  Isole Vergini Britanniche;  Israele;  Jersey;  Kazakistan;  Kirghizistan;  Kuwait;  Lettonia;  Libano;  Liechtenstein;  Lituania;  Lussemburgo;  Macedonia;  Malaysia;  Malta;  Marocco;  Mauritius;  Messico;  Moldova;  Monaco;  Montenegro;  Montserrat;  Mozambico;  Nauru;  Nigeria;  Niue;  Norvegia;  Nuova Zelanda;  Oman;  Paesi Bassi;  Pakistan;  Polonia;  Portogallo;  Qatar;  Regno Unito;  Repubblica Ceca;  Repubblica Slovacca;  Romania;  Saint Kitts e Nevis;  Saint Vincent e Grenadine;  Samoa;  San Marino;  Santa Sede;  Senegal; Serbia;  Seychelles;  Singapore;  Sint Maarten;  Siria;  Slovenia;  Spagna;  Sri Lanka;  Stati Uniti d’America;  Sud Africa;  Svezia;  Svizzera;  Tagikistan;  Taiwan;  Tanzania;  Thailandia;  Trinitad e Tobago;  Tunisia;  Turchia;  Turkmenistan;  Ucraina;  Uganda;  Ungheria;  Uruguay;  Uzbekistan;  Venezuela;  Vietnam;  Zambia.

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Elezioni 2018: informazioni per gli elettori temporaneamente all’estero

VotoGli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Parlamento, nonché i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani (legge 459 del 27 dicembre 2001, comma 1 dell’art. 4-bis), ricevendo la scheda al loro indirizzo all’estero.

Per partecipare al voto all’estero, tali elettori dovranno – entro il 31 gennaio 2018 – far pervenire al Comune d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione.

E’ possibile la revoca della stessa opzione entro lo stesso termine. Si ricorda che l’opzione è valida solo per il voto cui si riferisce (ovvero, in questo caso, per le votazioni del 4 marzo 2018).
L’opzione può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Comune anche da persona diversa dall’interessato.
La dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).
La dichiarazione va resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dichiarandosi consapevoli delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000).

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Elezioni 2018. Gli elettori italiani residenti in Ucraina possono votare solo in Italia

L’attuale situazione di alcune regioni dell’Ucraina non consente un adeguato svolgimento delle operazioni di voto per corrispondenza previste dalla Legge n. 459 del 27 dicembre 2001 e successive modifiche. È quanto riferisce in una nota l’Ambasciata d’Italia a Kiev. Di conseguenza, gli elettori residenti all’estero ed iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) hanno la sola possibilità di votare in Italia presso il proprio Comune di residenza indicato all’atto dell’iscrizione AIRE.
Ai sensi della normativa vigente (comma 2 dell’articolo 20 della L.459/2001), tale categoria di elettori ha diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio.

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Canone Rai e residenti all’estero, chi è esente e cosa deve fare

di Marco Fedi e Fabio Porta, Deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero

Canone RaiQuali sono i cittadini italiani residenti all’estero che non devono pagare il canone Rai anche se sono proprietari di una abitazione in Italia e cosa devono fare per essere esonerati?
Innanzitutto gli ultra 75enni con reddito familiare complessivo (italiano ed estero) non superiore a 6.713 euro.
I cittadini che hanno compiuto 75 anni, con reddito annuo familiare non superiore a 6.713 euro devono richiedere l’esenzione presentando la dichiarazione sostitutiva presso gli uffici dell’Agenzia, oppure spedendola con raccomandata, senza busta, al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22, 10121 -Torino.
La richiesta deve essere accompagnata da un documento di identità valido e deve essere presentata entro: il 30 aprile per essere esonerati tutto l’anno; il 31 luglio per essere esonerati dal secondo semestre.
Per continuare ad avvalersi dell’agevolazione negli anni successivi – se le condizioni di esenzione reddituali permangono – non è necessario presentare ulteriori dichiarazioni. Se, invece, si perdono i requisiti è necessario versare il canone.

L’altra categoria esonerata è quella dei cittadini, anche se residenti all’estero, che sono sì intestatari di un contratto di energia elettrica residenziale, ma non detengono un apparecchio televisivo.
Questi ultimi possono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione per evitare l’addebito in bolletta. Inoltre anche coloro che in precedenza hanno presentato una denuncia di cessazione dell’abbonamento televisivo per suggellamento, possono certificare, sempre per evitare l’addebito del canone in bolletta, che non detengono, in nessuna delle abitazioni possedute in Italia dove è attivata l’utenza elettrica ad essi intestata, un ulteriore apparecchio televisivo oltre a quello per cui è stato chiesto il suggellamento.
Per ottenere l’esonero è necessario compilare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato che si può scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it).
Giova ricordare che a decorrere dalle dichiarazioni relative all’anno 2017, la dichiarazione sostitutiva di non detenzione per avere effetto a partire dal 1° gennaio di un dato anno di riferimento deve essere presentata a partire dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento stesso. Ad esempio, per avere effetto per l’intero canone dovuto per il 2018, la dichiarazione sostitutiva di non detenzione deve essere presentata dal 1° luglio 2017 al 31 gennaio 2018 (c’è quindi ancora un mese di tempo per l’esenzione relativa all’anno prossimo).
La dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchio televisivo ha validità annuale e può essere presentata solo dai titolari di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale. La dichiarazione sostitutiva è presentata: direttamente dal contribuente mediante una specifica applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia delle entrate; avvalendosi di un intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998. La dichiarazione si considera presentata nella data risultante dalla ricevuta rilasciata in via telematica dall’Agenzia delle entrate. Nei casi in cui non sia possibile la trasmissione telematica, la dichiarazione sostitutiva può anche essere spedita a mezzo del servizio postale in plico raccomandato senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate – Ufficio Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.
La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale. Attenzione: in quest’ultima ipotesi il modello deve essere presentato unitamente alla copia di un valido documento di riconoscimento.
Nelle dichiarazioni sostitutive in particolare è possibile attestare: che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oppure che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv, da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oltre a quello/i per cui è stata presentata la denunzia di cessazione dell’abbonamento radio televisivo per suggellamento.

(Inform)

183. Borse di studio per il 2018 riservate a cittadini latinoamericani

L’Istituto Italo-Latino Americano (IILA), con il finanziamento della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano, concede delle borse di studio post laurea riservate a cittadini provenienti dai Paesi latinoamericani membri dell’IILA che intendano realizzare stage di ricerca e/o di specializzazione rispettivamente nei settori sanitarioagroalimentareambientale e di tutela del patrimonio culturale. Le borse avranno una durata minima di 3 e massima di 6 mesi, includendo:

a) un assegno mensile di € 1.200 per le spese di vitto e alloggio;
b) copertura assicurativa per malattie, infortuni e responsabilità civile.

Le spese di viaggio andata e ritorno dal Paese di provenienza all’Italia saranno completamente a carico dell’assegnatario della borsa (o dell’ente di appartenenza).
Per conoscere i requisiti e le modalità di presentazione della domanda, gli interessati sono pregati di scaricare il bando relativo alla borsa per la quale intendono concorrere che è disponibile su vari siti, fra cui quello dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires. Le domande dovranno essere inviate per posta elettronica all’indirizzo borse@iila.org entro e non oltre il 17 novembre 2017.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito web dell’IILA.

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