Antonio Susin. Agusta, Ferrari e non solo…

Correva l’anno 1942, 14 di novembre e in quel di Fonzaso nasceva Antonio Susin che, mi sta raccontando, già da piccolo aveva idee piuttosto chiare. Questa la sua intervista.

Antonio cominciamo con gli studi. Beh, le cinque classi elementari, poi l’avviamento professionale a Feltre e, a seguire, la scuola per congegnatori meccanici sempre a Feltre presso l’istituto Rizzarda.

Quando inizi a lavorare e a quale specialità? A 17 anni sono a Monaco di Baviera assunto come tornitore dove rimango un anno. Poi cambio e vado in Svizzera, sempre come tornitore. Mi sposto poi nella Svizzera francese nel 1961 presso la ditta “Dixi” dove si costruivano macchine utensili.

Che tipo di macchine utensili? Facevamo macchine alesatrici di precisione. Erano usate in tutto il mondo, su  pezzi di altri produttori, per alesare sedi dei cuscinetti.

Su quali meccaniche in particolare? Su alcune componenti di motori di aereo e su prototipi di macchine,  sui motori e testate. Dopo circa un anno e mezzo chiedo e ottengo di essere mandato a fare montaggi all’estero. Il mio primo lavoro lo feci a Parigi.

E poi? Continuo montaggi e riparazioni in tutta Europa. Poi per tre anni fui mandato in USA alla Ford. Al rientro inizio il periplo del mondo: prima Canada, poi Unione Sovietica, Cina, India, Giappone e Brasile per citare i più rappresentativi e naturalmente Italia.

Questo per quanti anni? Fino al 1999, quando decido di tornare a casa iniziando però un’attività in proprio.

Parlami del tuo lavoro in proprio. Durante il lavoro da dipendente avevo montato macchine alesatrici di precisione in Agusta Elicotteri e in Ferrari. Una volta in proprio continuo con la messa a punto di questi macchinari. In Agusta Elicotteri, della parte meccanica, la trasmissione; in Ferrari finitura dei blocchi motore e testate di Formula 1.

Con chi avevi rapporti principalmente? In Ferrari così come in Agusta con le maestranze. Ma in Agusta avevo un ottimo rapporto anche con l’ing. Piola, il direttore, e con l’ing. Romiti. In Ferrari invece con l’ing. Lanzone. In queste realtà mettevo a punto pezzi che altri, causa la precisione delle tolleranze, non erano in grado di fare.

Qualcosa della vita privata. Mi sposo in dicembre 1967 con Jaqueline e dal matrimonio nascono due figlie: Florence e Paola.

Cosa diresti ai giovani? Studiare, studiare, studiare le lingue, cosa che pochi fanno e infine mettere passione ed impegno, il che significa sacrifici che verranno sicuramente ripagati.

Vuoi aggiungere qualcosa di non detto? Con un’espressione modesta quasi schiva mi dice: agli inizi degli anni ’60 ho contribuito alla costituzione della Famiglia Emigranti di Le Locle; aggiunge poi: sono stato insignito della Medaglia di Maestro del Lavoro a La Chaux de Fond dal console italiano per i 25 anni ininterrotti presso la stessa ditta. Nel 2017 ha chiuso l’attività. Grazie, Antonio per questa intervista e goditi il meritato riposo (?). Ogni tanto, però, il telefono squilla…

Messico. Dal Comites una guida per gli italiani nel Paese

«Uscirà fra alcuni giorni, edita dal Comites, una nuova guida gratuita per gli italiani Messico». È quanto annuncia Massimo Barzizza su “Punto d’incontro”, portale con sede a Città del Messico.
«La pubblicazione – prosegue Barzizza – contiene informazioni utili per i cittadini dello Stivale residenti in terra azteca e verrà distribuita attraverso il Comitato degli Italiani all’Estero, la rete consolare e altri punti di contatto in diversi Stati del Paese latinoamericano».
«L’obiettivo di questa guida – si legge invece nel testo che la introduce, a firma del presidente del Comites Gianluca Brocca – è quello di informare gli italiani residenti in Messico sulle associazioni presenti nel Paese, sulle principali regole migratorie e sui contatti della rete diplomatica».
Tra le informazioni contenute nella pubblicazione — oltre ai dati di contatto dell’Ambasciata, della Cancelleria consolare, dell’Istituto italiano di cultura e dei Consolati onorari — si possono trovare anche le norme applicabili per l’iscrizione all’Aire, il catalogo dei centri di certificazione Cils, Plida e Celi per gli esami di lingua italiana, un riassunto delle procedure necessarie per entrare in Messico come turista, residente temporaneo, residente permanente o studente e un elenco di 28 associazioni italiane presenti e attive in Messico.
«Il libretto – sottolinea il presidente Brocca – sarà pronto dopo Pasqua e verrà distribuito durante il mese di maggio».

Italo-Canadesi in Québec: indette le elezioni del Congresso Nazionale

Italo-Canadesi del Québec al voto. Il Congresso Nazionale ha indetto le elezioni dei propri rappresentanti. Data fissata a mercoledì 24 aprile, alle ore 19, presso il Centro Leonardo da Vinci (8370, boul. Lacordaire, St-Léonard, secondo piano).
I candidati dovranno essere residenti nei seguenti distretti:

  • La Mauricie (1 rappresentante): Trois Rivières, Shawinigan, Cap-de-la-Madeleine, Louiseville;
  • Cantons de l’Est (1 rappresentante): Sherbrooke, St-Jean, Drummondville, Mégantic, Magog, Huntington;
  • Rive-Sud (2 rappresentanti): Boucherville, St-Bruno, Delson, Greenfield Park, Laflêche, St-Constant, St-Hubert, Brossard, St-Lambert, Longueil, La Prairie, Candiac, Chateauguay;
  • Lac St-Jean-Sept-Iles (1 rappresentante): Chicoutimi, Arvida, Kénogami, Jonquière, Sept-Îles, Côte Gaspé;
  • Ville de Québec (dintorni) (1 rappresentante): Québec, Lévis, Ste-Anne-de-Beaupré, Beauport, Lauzon, Ste-Foy;
  • Île de Laval (2 rappresentanti): Chomedey, Duvernay, Saint-Vincent-de-Paul, Ste- Thérèse de Blainville, Ste-Rose, Fabreville;
  • Isola di Montreal (12 rappresentanti all’Est e 8 all’Ovest): La linea di demarcazione che divide i distretti Est e Ovest della città di Montréal è rappresentata dalla strada St-Laurent.

«Tutti gli individui di origine italiana e di età superiore ai 18 anni, che siano d’accordo con gli scopi e i regolamenti del Congresso – spiegano i rappresentanti del comitato italo-canadese – saranno automaticamente membri e saranno rappresentati in seno all’Assemblea Generale dei membri delegati».
Per ciascuno dei distretti indicati, potranno votare solo i residenti nel distretto stesso. I preposti alle elezioni potranno chiedere, in caso di dubbio, un documento comprovante la residenza del votante. Una lista dei candidati verrà esposta nella sala di votazione, oltre ad essere comunicata in tempo utile attraverso i mezzi d’informazione. Per ottenere il bollettino di candidatura e per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al numero: 514-279-6357.

Appuntamenti consolari. L’Ambasciata a Bogotà ricorda che la prenotazione è gratuita

«Sono giunte segnalazioni di persone e/o siti web che asseriscono di poter garantire, a pagamento, appuntamenti con il sistema informatico di gestione delle prenotazioni». Lo comunica l’Ambasciata d’Italia a Bogotà, in Colombia. A tale riguardo, con una nota la stessa Ambasciata precisa di essere «assolutamente estranea a queste richieste di pagamento» e conferma che «il servizio di prenotazione è gratuito».
Da Bogotà si invitano «tutti gli utenti che abbiano notizia di tali servizi a segnalarli». all’indirizzo bogota.consolare@esteri.it e a «non effettuare alcun pagamento».

Mobilità in Olanda. Dal Ministero per gli Affari sociali un vademecum per i nuovi arrivati

Un vademecum per i “lavoratori migranti europei”. È quanto pubblicato dal Ministero degli affari sociali e dell’occupazione olandese a favore dei nuovi arrivati. Il lavoro è in diverse lingue, tra cui l’italiano. “Arrivato da poco in Olanda” – questo il titolo della guida – nasce con l’obiettivo di spiegare ai cittadini giunti in Olanda cosa si deve fare appena arrivati, quali sono diritti e doveri dei lavoratori e degli imprenditori, le regole e le usanze di chi vive nel Paese.
«Abbiamo fatto il possibile perché queste informazioni fossero complete – si legge nella presentazione dell’opuscolo -. Se dopo averlo letto servono altre informazioni su un certo argomento, è possibile visitare il sito web indicato nell’opuscolo stesso accanto a ciascun tema». La guida, disponibile sia in formato cartaceo che web, è divisa in tre capitoli: la prima parte è dedicata a “Quello che devo fare subito”; segue “lavorare in Olanda” e “Abitare in Olanda”. Chiude la sezione dedicata a “Ulteriori informazioni e assistenza, con l’indicazione dei siti web governativi o istituzionali.

124. Izourt, una tragedia passata inosservata

Ottant’anni fa, nella primavera 1939, 29 italiani, di cui quattro bellunesi, perivano in seguito alle conseguenze di una devastante bufera che si abbatté su un cantiere nei Pirenei, che spazzò via due costruzioni in muratura e chi, in quel momento, vi stava dimorando. Per ricordare questo tragico evento, la Biblioteca delle Migrazioni “D. Buzzati” ha organizzato, nel mese di aprile, un incontro nella sala convegni di Villa Patt, a Sedico, località dalla quale proveniva una delle vittime, Remigio Ferigo. Le altre vittime bellunesi furono Giuseppe Martini di Vigo di Cadore, Primo Mondin di Quero e Lucindo Paniz di Santa Giustina.  Essi, assieme ad altri lavoratori di diverse nazionalità, erano impegnati nella costruzione di due bacini montani che avrebbero alimentato le centrali idroelettriche della più grande fabbrica di alluminio in Europa, ad Auzat in Ariège.  Per ricordare questa “tragedia dimenticata”, è stato presentato il libro Izourt – Il dramma degli immigrati italiani sulle dighe dei Pirenei francesi. Sono intervenuti il presidente della Biblioteca, Gioachino Bratti, l’autrice del libro, Renza Bandiera, l’ex presidente dell’Associazione Veneziani nel Mondo e dell’Alleanza  Franco-Italiana, Bruno Moretto, l’editore di ME Publisher, Carlo Mazzanti, ed il Sindaco di Sedico, Giacomo Deon. L’incontro è stato introdotto da un filmato, realizzato in occasione del 75° anniversario, quando varie delegazioni si sono recate sul luogo, per ricordare l’evento. Eppure, per 63 anni, queste vittime sono state dimenticate, ha affermato Moretto, e la causa può ricercarsi in parte nello scoppio, dopo alcuni mesi, della II Guerra Mondiale. Non vi fu nessun testimone, se non il custode del cantiere, che alla mattina presto entrò in mensa, lamentando un fortissimo vento. Al tempo, i giornali parlarono di valanghe, ma si trattò in realtà di un ciclone, del diametro di 60m, che si abbatté solo sui fabbricati B e C. Nel vicino cantiere di Gnioure non vi furono vittime, ma per salvarsi e scendere a valle, gli operai furono costretti  ad affrontare delle vette innevate, in forte pendio, aiutandosi solo con barre di ferro e cazzuole. Inevitabile la domanda: fu colpa umana o catastrofe naturale? Certamente si trattò di un tragico evento naturale, se colpa umana vi fu, dipese dal fatto di voler accelerare i lavori di costruzione delle due dighe, in una stagione, quella primaverile, non ancora affidabile, da un punto di vista meteorologico, in alta montagna. La ricerca delle famiglie delle vittime non è stata facile, ma ora la ricorrenza sarà ancora ricordata. In giugno, una delegazione dell’Abm si recherà sul luogo, per ricordare l’80° anniversario della tragedia.

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