47. Radio ABM. A “Dentro la Notizia” venerdì su Radio Abm Franco Piacentini

Venerdì 15 febbraio a Dentro la Notizia torna come ospite Franco Piacentini. Si parlerà di sanità regionale, del forum di Roma sulla disuguaglianza sociale nel mondo e della mostra a Longarone dedicata a Tina Merlin. Appuntamento su Radio Abm alle 00.15, 6.10, 13.15 e 21.15 (ora italiana).Radio Abm si può ascoltare dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app RADIO ABM sul proprio smartphone o tablet.

46. L’emigrazione italiana in Svizzera all’Università degli anziani di Belluno

L’emigrazione italiana in Svizzera, dall’esodo di massa alle nuove mobilità. Questo il tema della lezione tenuta venerdì 8 febbraio all’Università degli Anziani/Adulti di Belluno dal professor Toni Ricciardi.Dopo il saluto introduttivo del professor Gioachino Bratti, presidente del comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” – che ha collaborato all’organizzazione dell’appuntamento -, Ricciardi ha approfondito quell’imponente fenomeno che rese la Svizzera nel secolo scorso il Paese europeo con il tasso d’immigrazione più alto del continente. Un immigrazione che ebbe come punto di partenza privilegiato proprio l’Italia. La sola Svizzera, infatti, assorbì quasi la metà degli espatri di nostri connazionali nel secondo dopoguerra. Toni Ricciardi è storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra. Codirettore della collana «Gegenwart und Geschichte-Présent et Histoire» (Seismo), è tra i coautori del Rapporto italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, del primo Dizionario enciclopedico delle migrazioni italiane nel mondo (Ser, 2014) e membro del comitato editoriale di «Studi Emigrazione». Ha pubblicato “Associazionismo ed emigrazione. Storia delle Colonie Libere e degli Italiani in Svizzera” (Laterza, 2013), “Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana (Donzelli, 2015), “Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone” (Donzelli, 2016) e “Breve storia dell’emigrazione italiana in Svizzera” (Donzelli, 2018).

45. Adriano Ghedina di Bellunoradici.net a Belluno per una lezione dedicata al telescopio Galilei e per l’inaugurazione della nuova piattaforma astronomica al liceo “Galilei – Tiziano”

Nel giardino del Liceo scientifico «Galilei» di Belluno è stata realizzata una piattaforma astronomica. Il taglio del nastro del nuovo osservatorio è vicino: l’appuntamento è venerdì 22 febbraio alle 12.30, nella sede di via Gregorio XVI. «Sul tetto del ‘‘Galilei’’, negli anni Ottanta e Novanta», spiega il dirigente scolastico, Salvatore Russotto, «qualche gruppetto di studenti, guidati dal professor Enrico Salti, sostava nelle sere limpide per osservare il cielo con il telescopio». «Lo strumento è poi rimasto a lungo inutilizzato», prosegue, «finché il preside Carmelo Correnti non ha proposto di ripristinarlo. Completamente restaurato, con nuova elettronica e nuova cupola (e anche nuova sede), il telescopio dei Licei ‘‘Galilei-Tiziano’’ è finalmente pronto per insegnare ancora ai giovani di ogni età a puntare in alto e guardare lontano». In occasione dell’inaugurazione si terrà anche un altro evento. Nella stessa giornata, alle 18, nell’aula magna dell’Itis «Segato», arriverà infatti il ricercatore bellunese Adriano Ghedina, membro di Bellunoradici.net, diplomato proprio al Liceo scientifico di Belluno, laureato in astronomia a Padova e ora responsabile, alle isole Canarie (Spagna), del Telescopio Nazionale Galileo dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf). Ghedina terrà una lezione su «Il telescopio nazionale Galileo – 20 anni di scienza e tecnologia». L’ingresso è libero e vede la collaborazione diretta dell’Associazione Bellunesi nel Mondo con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Belluno, della Fondazione Dolomiti Unesco, del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e del Comune di Belluno.

«Come Abm siamo davvero orgogliosi di Adriano Ghedina», sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «Anche perché è stato premiato all’edizione 2018 del premio internazionale bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero».

44. Storie di emigranti bellunesi: il ricordo di Mario Isotton

Prima di tutto mi voglio presentare. Sono Mario Aramini, marito di Lucia Isotton, la figlia di Mario Isotton, nato a Forno di Canale nel 1917 e vissuto con la famiglia dal 1921 al 1934 nel Castello di Zumelle, dove dalla valle sale rombante lo scorrere “della fredda acqua del Terche”. Qui sono nati due suoi fratelli, Giovanni nel 1921 e Marcello nel 1924. Avevano il contratto a mezzadria, coltivavano i campi attorno, traevano dai boschi legna da ardere e allevavano quattro mucche da latte. Il padre, Giovanni Battista, faceva anche il carrettiere. Emigrarono in Agro Pontino nel 1934 e di questo periodo conserviamo il quaderno di quinta elementare, anno scolastico 1936-37, di Marcello. Dall’inizio dell’attività, Mario è stato un fedele sostenitore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, fino alla sua morte, avvenuta a Borgo Hermada (Latina) nel 2008. Da allora la figlia Lucia continua a mantenere con il mensile “Bellunesi nel Mondo” affettuosa amicizia. Alla pagina 31 del numero di novembre 2018, nella rubrica “Bellunesi di cui si parla”, ho letto l’articolo sulla presentazione del libro dello zumellese Edoardo Comiotto. Il protagonista è Giuseppe detto Bepi, figlio di mezzadri della Valbelluna, combattente della Prima guerra mondiale nel Reggimento Alpini, sulle Tofane. Questa notizia mi ha fatto tornare in mente la vita militare di mio nonno, il Sergente Giuseppe Aramini, classe 1887, nato a Barumini, contadino. Allo scoppio della Grande Guerra venne arruolato nel 46° Reggimento Fanteria e inviato tra le vette del Col di Lana-Sasso di Stria, non lontano dalle Tofane. Dopo Caporetto, il 46° Reggimento fu destinato a far parte delle truppe di copertura in Val Cordevole, sulle posizioni di Longarone, allo sbocco della Val di Zoldo, dove il nemico fu tenuto fermo fino al 9 novembre. Poi le forze superiori degli Austro-Ungarici costrinsero alla ritirata e molti furono fatti prigionieri. Il Sergente Giuseppe Aramini venne catturato due giorni dopo, nel fatto d’arme di Sedico-Bribano, a Vignole, nel Basso Cordevole. Era l’11 novembre 1917, un manipolo di soldati lottò fino all’estremo per difendere la bandiera del Reggimento. Mio nonno avrebbe compiuto gli anni il 9 di dicembre e sono molto contento di poterlo ricordare con orgoglio parlando di lui su questa rivista. Non appartiene al grande popolo veneto, essendo nato in Sardegna, ma penso si sia conquistato il vostro benvolere per aver servito la Patria con onore e fedeltà, combattendo in prima linea per tre lunghi anni nel territorio della provincia di Belluno.

43. La mostra “Straordinaria bellezza” della Fondazione Dolomiti Unesco rientra in Italia dopo quattro mesi a Oradea, Romania

Una bellezza straordinaria. Una bellezza senza confini. Quella delle Dolomiti, il cui fascino è stato apprezzato anche in Romania grazie alla mostra “Straordinaria bellezza. Le Dolomiti e i suoi emigranti”, inaugurata sabato 29 settembre al Museo “Ţarii Crişurilor” di Oradea. Un viaggio per far ammirare in terra rumena quei rilievi che dal 2009 sono patrimonio dell’umanità nato grazie alla collaborazione tra Consolato Onorario di Romania per il Trentino Alto Adige, Associazione Bellunesi nel Mondo, Associazione Trentini nel Mondo e Fondazione Dolomiti Unesco. Protagonisti assoluti, dunque, i Monti pallidi: Pelmo, Croda da Lago, Marmolada, Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, Dolomiti settentrionali, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio, Latemar, Bletterbach e Dolomiti di Brenta.

La mostra ha avuto il successo sperato con oltre 2500 visitatori. La scorsa settimana è stata riportata in Italia e con l’occasione il direttore del museo “Ţarii Crişurilor”, Aurel Chiriac, e il console generale del Trentino, Maurizio Passerotti, hanno fatto visita alla sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo incontrando il presidente Oscar De Bona e il direttore Marco Crepaz.

L’incontro è servito per alcune riflessioni in merito al successo della mostra a Oradea, ma anche per nuovi progetti da realizzare assieme.

«È stato un piacere avere Maurizio e Aurel in visita all’Abm», sono le parole di De Bona, «perché sono degli amici con i quali non mancheranno prossime collaborazioni, non da ultimo la realizzazione della mostra permanente dedicata all’emigrazione bellunese e trentina nel museo di Oradea».

42. A lezione di emigrazione in miniera alla Scuola secondaria di I grado di Castion con la mostra “Minatori bellunesi. Tra fatica, paura e silicosi” e la testimonianza diretta di Sandro Casslo, Luigi Case e Giorgio Canal

L’Associazione Bellunesi nel Mondo porta la storia dell’emigrazione in miniera nelle scuole della provincia di Belluno. Giovedì 14 febbraio alla Scuola secondaria di I grado di Castion è stata inaugurata la mostra fotografica “Minatori bellunesi. Tra fatica, paura e silicosi”. Un progetto Abm realizzato in occasione del 50.mo del Viale delle lampade spente di San Gregorio nelle Alpi, ma che vuole essere condiviso con gli studenti bellunesi.

«Ringrazio la professoressa Cristina Carì», sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona, «Per avere accettato il nostro invito a portare questa mostra nella sua scuola». Un’inaugurazione che ha visto la presenza di tre testimoni diretti dell’emigrazione in galleria, con la partecipazione di Sandro Cassol, Luigi Case e Giorgio Canal. Sono state numerose le domande degli alunni e degli stessi docenti. «Stavo lontano da casa anche tre mesi – la testimonianza di Case – e i miei figli a scuola dicevano che loro non avevano un padre, perché in effetti non mi vedevano molto». «Il lavoro in miniera e in galleria era davvero pericoloso – l’intervendo di Canal – e purtroppo ho perso dei cari amici al lavoro». Un messaggio di speranza, in questo incontro tra ex emigranti e giovani studenti, è stato dato da Cassol: «I nostri sono stati anni davvero duri, in cui non c’erano tante scelte su che tipo di lavoro fare e la fame era tanta. Certo i tempi sono cambiati, ma anche voi non state vivendo un bel momento. Di certo come ce l’abbiamo fatta noi sono convinto che anche voi ce la farete. Dovete avere una maggiore stima di voi stessi e così facendo i problemi e le difficoltà saranno superati». È seguita la visita alla mostra con il direttore Abm Marco Crepaz, che ha descritto i ventidue pannelli che compongono il percorso: dal perché si è andati a lavorare in miniera, alle condizioni di lavoro; dalla devozione a Santa Barbara (patrona dei minatori ndr) ai gravi incidenti che si sono succeduti, in primis quello di Marcinelle; dalla silicosi alle lotte per i diritti delle vedove dei minatori.

Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress