Rapporto Ocse sulle migrazioni: calano gli arrivi, aumentano gli espatri

Ocse migrazioniIn calo gli sbarchi dei migranti, in aumento l’emigrazione dal nostro Paese. È la fotografia scattata dall’Ocse, che ieri a Parigi, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, ha presentato il “Rapporto annuale 2018 sulle prospettive internazionali sull’immigrazione”. Grande attenzione, in particolare, all’impatto degli immigrati sul mercato del lavoro dei Paesi di accoglienza. Un aspetto che, secondo le previsioni dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (che raggruppa i 36 Paesi più ricchi del mondo), avrà un peso relativo limitato allo 0,25% entro il 2020 e riguarderà specifici gruppi, in particolare giovani e individui poco istruiti, soprattutto in Austria, Germania e Svezia. A proposito dei Paesi europei membri Ocse, la stima dell’impatto relativo dei flussi migratori sulla popolazione in età lavorativa si attesta allo 0,4% entro dicembre 2020.Sempre per quel che riguarda il lavoro, il rapporto sottolinea anche la necessità di introdurre migliori sistemi di verifica dello stato dei migranti, al fine di prevenire l’occupazione illegale, problema che colpisce soprattutto i settori dell’agricoltura, dell’edilizia, della manifattura e dei servizi domestici.Altro dato: nei paesi membri dell’Ocse sono arrivati nel 2017 circa cinque milioni di migranti legali permanenti, una cifra che segna un calo del 5% rispetto alla quota del 2016, oltre a rappresentare la prima riduzione dal 2011. I richiedenti asilo sono stati 1,23 milioni, anche in questo caso dato in diminuzione rispetto al 2016, quando erano stati 1,64 milioni. Al primo posto tra i Paesi di accoglienza gli Stati Uniti (330 mila domande). Seguono la Germania (198 mila, -73% sul 2016) e l’Italia (130mila). A livello europeo, nel periodo 2014-2017 i richiedenti asilo sono stati quattro milioni, il quadruplo rispetto al quadriennio precedente. Un altro aspetto messo in evidenza dal Rapporto è il processo di assestamento del fenomeno migratorio, messo in luce dalla maggiore integrazione degli immigrati nei sistemi economici e nel mercato del lavoro dei Paesi di destinazione. Nel 2017, infatti, il tasso di disoccupazione degli immigrati è sceso in tutta l’Ocse di un punto percentuale, a quota 9,5%, e quello di occupazione è cresciuto di un punto percentuale, a 67,1%.A proposito dell’Italia, nel 2017 sono arrivati via mare 119 mila migranti, il 34% in meno rispetto al 2016 e il 22% in meno rispetto al 2015. Ancora guardando all’Italia, sono 5 milioni e 47 mila in tutto gli stranieri presenti al primo gennaio 2017 nel nostro Paese, 21 mila in più rispetto all’anno scorso. Tuttavia, nel biennio 2016-2017 sono stati rilasciati 226mila nuovi permessi di soggiorno, meno della metà dei 515mila del solo 2007.
Cresce, infine, l’emigrazione dalla Penisola: + 11% tra il 2015 e il 2016, da 102 mila a 114 mila espatriati, anche se, secondo il rapporto, «l’emigrazione dichiarata è probabilmente molto inferiore a quella reale: l’emigrazione di italiani sarebbe piuttosto compresa fra le 125mila e le 300mila persone».

A Genova nel 2020 il Museo Nazionale dell’Emigrazione

migrazioneGenova 2020. Sono le coordinate spazio temporali del nuovo Museo dell’Emigrazione Italiana, che nascerà per l’appunto nella città ligure fra due anni. Ad annunciarlo nei giorni scorsi il sindaco di Genova Marco Bucci.
Il MEI sarà allestito presso la Commenda di San Giovanni di Prè, storico punto di riferimento per i migranti che attendevano di imbarcarsi sui bastimenti diretti nel Nuovo Mondo. «A metà strada tra la stazione ferroviaria di Principe, dove i migranti arrivavano in città, e la stazione Marittima da cui partivano i transatlantici, è proprio nelle vie della zona di Prè, tra alberghi, affittacamere e osterie, che i migranti trascorrevano i giorni nell’attesa della partenza», ha sottolineato il direttore del MuMa – il Museo del Mare -, Piero Campodonico. Il MEI, il cui progetto è finanziato dallo Stato con 5 milioni di euro (tre milioni dalla voce di spesa “Grandi progetti e beni culturali” e due dal “Patto per Genova”) e dalla Fondazione San Paolo con 300mila, avrà l’obiettivo di raccontare la storia dell’emigrazione italiana dall’Unità d’Italia ad oggi. Spazio, dunque, all’emigrazione oltreoceano, a quella europea, ma anche a quella interna. Al centro dell’attenzione, soprattutto, il modo in cui gli italiani, andando per il mondo, hanno contribuito a cambiare i contesti di accoglienza grazie al loro apporto nei campi del lavoro, della musica, dell’arte, dell’architettura e dell’enogastronomia.

“Transiti”. Online la piattaforma per il supporto psicologico agli expat

TransitiOffrire supporto psicologico online agli italiani all’estero. Questo l’obiettivo di “Transiti”, la startup nata nel luglio 2017 e diretta dalla psicologa e psicoterapeuta Anna Pisterzi. Da marzo di quest’anno “Transiti” è diventata una piattaforma (all’indirizzo www.transiti.net) che ospita un sistema d-voip specifico per la consulenza psicologica.
«Il servizio – spiega Pisterzi – funziona come un centro clinico, per il quale ad oggi operano 15 terapeuti di ARPE, l’Associazione per la Ricerca in Psicologia d’Espatrio. Si rivolge agli italiani residenti all’estero che vivono situazioni di difficoltà o disagio legate al nuovo contesto o alla lontananza da casa. La terapia online – aggiunge Pisterzi – permette di seguire un percorso psicologico in lingua madre dove altrimenti non sarebbe possibile». Gli incontri online avvengono nella “Di-stanza”, un’area virtuale – a cui si accede dal sito – appositamente creata per gestire le consulenze psicologiche in luoghi e fusi orari diversi. «La Di-stanza – sottolinea lo staff di Transiti – è protetta da una tecnologia avanzata con crittografia end-to-end, che garantisce totale sicurezza e rispetto della privacy. Inoltre, non è richiesto alcuno scambio di informazioni personali tra paziente e terapeuta. Gli incontri non vengono registrati né i dati di accesso venduti a terzi».
La piattaforma consente di scegliere una specializzazione e una specifica fascia oraria, assegnando di conseguenza una figura di riferimento per il percorso terapeutico. L’utente, una volta effettuata la registrazione, può acquistare il proprio appuntamento nella Di-stanza e ricevere così il codice di accesso.

Comites e Consolato d’Italia a Brisbane presentano la terza edizione della guida per i nuovi arrivati in Australia

Pronta la nuova guida “Open for business”, terza dizione di “Prima fermata Queensland”, la Guida informativa prodotta dal Comites e dal Consolato d’Italia a Brisbane per i nuovi arrivati in Australia. “Open for business” va a completare il percorso cominciato con le prime due edizioni, del 2010 e del 2015.
«L’aggiornamento di questa guida informativa – spiega il console Ludovico Carlo Camussi – è necessario viste le rinnovate esigenze della comunità italiana. Le informazioni contenute in Prima Fermata Terza edizione – prosegue Camussi – possono chiarire i dubbi o smentire molti “falsi miti” che i nuovi arrivati spesso dimostrano di avere, falsi miti che rendono complicato il loro inserimento».
L’obiettivo del lavoro è quello di offrire informazioni su diverse questioni di interesse per chi approda in Australia: come ottenere il visto, quali sono le regole della dogana australiana e le norme sulla quarantena, come aprire un conto in banca, come trovare casa e lavoro, come funziona il fisco e come è possibile aprire un fondo pensione. Questi alcuni esempi.

Radio ABM. L’intervista a Bruno e Arianna, due giovani di Belluno “corpi civili di pace”

Nella prossima puntata di “Una voce delle Dolomiti” Tommaso e Patrick  intervisteranno Bruno e Arianna, due giovani di Belluno appena tornati dopo una lunga esperienza in Sud America come corpi civili di pace.

Ma cosa sono i Corpi Civili di Pace?  E’ il nome utilizzato dalle istituzioni internazionali e dalla società civile internazionale per descrivere l’intervento civile nelle crisi. Per intervento civile, si intende un intervento non armato, neutrale e volto alla risoluzione del conflitto o della crisi o all’alleviamento delle conseguenze che questa crisi ha provocato sulle popolazioni.

L’intervista andrà in onda venerdì 15 e in replica sabato 16 giugno alle ore 3.00, 11.30, 18.00 e 23.30 (ora locale italiana). Viaspettiamo su Radio ABM (www.bellunesinelmondo.it/radio-abm)

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