25 aprile. Festa della Liberazione

il 25 aprile è una data importante per l’Italia ed è doveroso ricordare quanto fatto per la nostra libertà.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”
(Pietro Calamandrei)

La fotografia in alto è stata scattata i primi di maggio del 1945 a Belluno, in Piazza dei Martiri. I bellunesi festeggiano la Liberazione. In prima fila, con la bandiera italiana, la “nostra” Ester Riposi… da sempre socia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ma sempre partigiana.

Spirits of Dolomites / 2. Note di viaggio di una signora inglese di fine ‘800

Il viaggio di Amelia e Lucy continua verso Cortina (nel riquadro il campanile) e arriva oltre San Vito di Cadore dove c’è il posto di dogana tra il regno d’Italia e l’impero Austroungarico. Amelia scrive: «Sulla strada un piolo dipinto a strisce nere e gialle come le brache delle guardie  papali, senza limiti delle due frontiere, piantato davanti ad un malandato posto doganale. Tre o quattro soldati austriaci, alquanto scalcinati nell’aspetto, stanno giocando a bocce e due ufficiali, seduti con aria oziosa sopra una panca fuori della porta, fumano e assistono al gioco». Passato, dopo i controlli di rito, il posto di confine le nostre esploratrici arrivano all’hotel Aquila di Cortina1, ma lasciamo parlare ancora Amelia: «Ci troviamo dunque in un albergo tirolese: non si può dire che la pulizia vi regni sovrana, ma è spazioso e assai meglio fornito di quanto ci aspettassimo pur sapendo che è situato nel centro più importante di tutta la zona. Le camere da letto sono immense ma scarsamente ammobiliate. Alcune pelli di lupo e di camoscio sono stese qua e là. Dall’altra parte della via, una costruzione nuova, la dépendance2, è decorata all’esterno con graziosi affreschi, opera del più giovane dei fratelli Ghedina che studia Belle Arti a Venezia. Ne visiteremo le stanze alcuni giorni più tardi: sono molto più piccole, ma con letti in ferro e alcuni moderni confort. Fummo contente di trasferirci in questa casa più tranquilla, pure al costo di dover sempre attraversare la strada per consumare i pasti» la proprietà, allora, dell’Hotel Aquila nera era di Gaetano Ghedina Tomàs, un vedovo, aiutato nella gestione da due suoi figli. Amelia è affascinata dall’ambiente montano e riporta. «Il panorama più completo lo si gode salendo i pendii dietro Cortina, in direzione del torrente Bigontina».

Interessante è la documentazione che Amelia lascia dei modi e dei costumi della gente del posto: «Nella maggioranza civili e garbati, questi valligiani si mostrano pronti a un saluto o a un augurio e, anche accennando a cose di poco conto, sapevano esprimere calore e buona volontà. Passando nella sala dove pranzavamo ci davano il “buon appetito”, o incontrandoci mentre uscivamo, ci auguravano una “buona passeggiata”. Infine a uno sbadiglio, una voce esclamava “felicità”, ad uno starnuto “salute” e quando ci ritiravamo per andare, i voti, amabilmente formulati, erano “dormite bene” e “sogni d’oro”».

Dei vestiti Amelia riporta: «I più anziani portano corti calzoni al ginocchio e buffe giacchette di tela di frisia, cortissime e con le maniche lunghe e, cuciti alti sul dietro, due grandi bottoni che sembrano due occhi sulla schiena. I più giovani indossano eleganti calzoni lunghi sorretti da bretelle ricamate e un cappello adorno di penne colorate e di fiori artificiali. Ma mentre nell’insieme gli abiti degli uomini producono un effetto piacevole, i costumi delle giovani donne, così diversi da quanti ne avessi mai visto, mi lasciano stupefatta: per quanto sontuosi, essi mancano di qualsiasi grazia e gentilezza. I cappelli sono identici a quelli degli uomini e arricchiti con gli stessi ornamenti. Le gonne variano nei colori dal verde scuro al blu o al nero e cadono in fitte pieghe, come quelle dei kilt, ma addirittura all’altezza delle spalle, formando così una specie di elegantissimo sacco; i corpetti, aperti sul davanti, sono adorni di passamaneria viola. A rendere ancor più strambo questo abbigliamento concorre la foggia, delle maniche, aderenti al polso e al braccio, che si aprono poi in un ampio sboffo di tela bianca, lo completano dei fazzoletti color rosso chiaro e giallo, di cotone stampato, annodati attorno al collo». 

La prossima puntata ci porterà a conoscere una giovane di Livinallongo che viene ritratta da Amelia, la prima domenica di luglio, durante la sagra annuale a Cortina e che ben illustra il modo di vivere del tempo.

Ci ha lasciato Noris De Rocco

È venuta a mancare a 82 anni la scrittrice Noris De Rocco, autrice di versi e prose, molti dei quali dedicati alle Dolomiti e alla Val di Zoldo. Nata a Milano dove la madre zoldana si era trasferita nel 1936, ha vissuto a Monza rimanendo sempre legata alla terra di origine e al borgo Villa di Dont. Sin da piccola coltiva la passione per la scrittura pubblicando in età adulta libri di poesie e romanzi. Con la raccolta “Solo l’amore può salvare il mondo” ha vinto nel 1970 il premio letterario nazionale Ada Negri, nel 1984 pubblica “La mia Val” raccolta di poesie in lingua ladina e nel 1992 il romanzo “Anamnesi” con il quale vince il premio di narrativa San Salvatore.  Negli anni duemila “La donna senza nome”, “Plagiati e contenti. “A scuola con i bambini del Duce”, “La casa nella neve”, “Zoldo tra sogno e realtà” e “Antonia”. Premiata con l’Ambrogino d’Oro nel 1971 con la seguente motivazione: “Per essersi particolarmente distinta nel settore dell’opera poetica e narrativa”. Madre di tre figli collaborò anche con il marito Franco nell’attività di famiglia. Il suo canto poetico è una testimonianza dell’affetto e legame con le proprie origini.

Loredana Pra Baldi

128. Gita di primavera per la Famiglia Bellunese del Trentino

Come di consueto la Famiglia Bellunese del Trentino è pronta a organizzare la gita di primavera che quest’anno avrà luogo a Cremona domenica 5 maggio. Il programa prevede: ore 7.00 partenza da Trento, piazzale San Severino; ore 7.25 partenza dal casello autostradale di Rovereto sud; arrivo a Cremona e visita guidata al centro cittadino; seguirà il pranzo in riva al Pò presso il ristorante “La Lucciola”; nel pomeriggio partenza per Fontanellato, con visita al centro e alla cinta muraria della Rocca Sanvitale. Rientro a Trento in serata. Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare il presidente Vitale Triches allo 0461 235814.

127. L’emigrazione di ieri e di oggi a Seren del Grappa con la presentazione di due libri di “Bellunesi nel mondo – edizioni”

“Emigrazione 2.0” e “I ricordi della valigia”. Sono i due libri, editi da “Bellunesi nel mondo – edizioni”, che saranno presenti venerdì 26 aprile 2019, con inizio alle ore 20.45, nella sala teatro di Rasai di Seren del Grappa. La serata, voluta dall’Amministrazione comunale di Seren del Grappa, sarà arricchita da testimonianze dirette dell’emigrazione di ieri e di oggi, oltre a una serie di video e dati, aggiornati al 2018, degli bellunesi iscritti all’Aire.
L’ingresso è libero, ma i posti sono limitati. Per maggiori informazioni e prenotazioni: salateatrorasai@gmail.com.

126. #stavoltavoto – Conversazioni sull’Europa. Un nuovo speciale di Radio ABM

Si avvicina il voto per il rinnovo del Parlamento europeo. È un appuntamento importante, l’assemblea di Strasburgo rappresenta l’unico Parlamento sovranazionale eletto direttamente dai cittadini. A tal proposito Radio ABM ha realizzato uno speciale, con la collaborazione della Fondazione “Montagna e Europa” Arnaldo Colleselli di Belluno. Verranno approfonditi il tema Europa, o meglio Unione europea, la sua ragion d’essere, le sue luci e i suoi punti deboli.
La prima puntata andrà in onda giovedì 25 aprile alle 2.00, 9.15 e 20.30 (ora locale italiana). Il primo ad essere intervistato sarà Maurizio Busatta, portavoce della Fondazione “Montagna e Europa”.
Radio Abm si può ascoltare dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app RADIO ABM sul proprio smartphone o tablet.

1
Ciao, come possiamo aiutarti?
Powered by
Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress