164. Inaugurata a Vodo di Cadore la mostra fotografica “Par al mondo a laurà” con lo scoprimento del murales della Tagliapietra

Adamo Marchioni di Vinigo, artigiano esperto di meccanica, realizzò un orologio da torre di notevole contenuto tecnico, meritandosi l’appellativo di “mago dell’orologio di Barza (d’Ispra, in provincia di Varese)”; Italo Marchioni di Peaio inventò negli Stati Uniti il cono per il gelato; Gianpietro Talamini di Vodo fondò a Venezia il quotidiano “Il Gazzettino”; Anastasia Dibeliarova in Belva portò a Vodo le reliquie della Santa Croce.Tantissimi altri hanno saputo onorare la terra d’origine con semplicità, umiltà, dignità e soprattutto rispetto, guadagnandosi la stima e la riconoscenza della gente che li ha ospitati.

Stiamo parlando della mostra fotografica “Par la mondo a laurà” inaugurata sabato 5 agosto a Vodo di Cadore, presso la scuola presente in Piazza Santa Lucia. Un progetto voluto dall’Amministrazione comunale di Vodo, grazie al sostegno della Magnifica Regola Grande dei Mondi di Vodo e della Regola Staccata di Vodo di Cadore, realizzato dallo staff dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

«L’idea è nata da un piccolo comitato coordinato dal consigliere comunale Massimiliano Gregori, con delega alla cultura – il pensiero del sindaco Belfi – che ha sentito la necessità di testimoniare la grande epopea dei nostri emigranti partiti da Vodo, dal Cadore e dall’intera provincia di Belluno, per cercare fortuna all’estero». In occasione dell’inaugurazione era presente anche il presidente ABM Oscar De Bona: «Voglio complimentarmi con la comunità di Vodo per aver voluto realizzare questa mostra. E’ un omaggio ai nostri emigranti, ma anche un messaggio che è doveroso trasmettere alle giovani generazioni. Ringrazio il nostro direttore Marco Crepaz e il suo collega Simone Tormen per l’opera realizzata».

La mostra è strutturata sue due sale. Al piano terra sono presenti le descrizioni di alcuni personaggi di Vodo, oltre ad alcune video interviste fatte ad emigranti locali. Nella sala inferiore il percorso prosegue con una serie di pannelli che illustrano l’emigrazione cadorina e bellunese attraverso foto e documenti storici. Presenti anche oggetti provenienti dal Museo Etnografico di San Vito, che richiamano il fenomeno migratorio e la cultura contadina.

Lettere, dati e citazioni accompagnano il visitatore in un “viaggio”, lungo oltre un secolo, fatto di minatori, gelatieri, balie, cromére, operai specializzati, inventori, artisti…

«Abbiamo pensato anche agli studenti – il pensiero di Massimiliano Gregori – e proprio a settembre proporremo una serie di laboratori didattici, con la collaborazione delle scuole elementari e medie».

In occasione della mostra è stato anche inaugurato il bassorilievo dell’artista Tagliapietra. Nella sua opera sono rappresentati i mestieri esercitati da carpentieri, fabbri, minatori, boscaioli, muratori e gelatieri, nelle diverse località di destinazione.

“Par al mondo a laurà” rimarrà aperta per tutto il mese di agosto con i seguenti orari: 15.00 – 18.00. Per maggiori informazioni contattare il Comune di Vodo di Cadore.

 

163. Borse di studio della Regione Veneto per giovani studenti oriundi veneti. Disponibili i moduli per la richiesta

La Regione Veneto stanzia 30 mila euro per finanziare la frequenza a master universitari di giovani di origine veneta che siano emigrati all’estero per almeno cinque anni consecutivi. E’ quanto dispone la delibera della Giunta regionale, approvata dall’assessore al Sociale e ai Flussi migratori, che ripristina quest’anno il rapporto di collaborazione con i tre Esu del Veneto dedicato a contribuire alle spese di viaggio, frequenza (tasse), vitto e alloggio degli oriundi veneti under 39 che decidano di frequentare un master di primo o secondo livello in uno degli atenei della regione.

«L’iniziativa rientra nel programma annuale della Regione a favore dei veneti nel mondo e – sottolinea l’assessore – potrà dare un valido aiuto alla diffusione del vasto patrimonio culturale veneto tra le nuove generazioni di emigranti. Nonché rinsaldare i legami tra veneti espatriati e terra d’origine, favorendo lo scambio di conoscenze e il rientro di ‘cervelli’».

E’ possibile scaricare i moduli per richiedere la borsa di studio dal seguente link: http://www.regione.veneto.it/web/veneti-nel-mondo/borse-di-studio

Gli uffici dell’Associazione Bellunesi nel Mondo sono a disposizione per ulteriori informazioni.

 

 

162. Cesare Prezzi e Rino Budel a “Qui ABM”

“Qui ABM” chiama. Cesare Augusto Prezzi e Rino Budel rispondono. Saranno infatti Prezzi e Budel i protagonisti della prossima puntata del programma di Radio ABM dedicato proprio alla realtà associativa. Prezzi, oltre ad essere uno storico dell’emigrazione veneta in Brasile, è il Consultore della Regione Veneto in rappresentanza del Rio Grande do Sul (Brasile). Budel, invece, è il vice presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Sarà una puntata dedicata alla realtà veneta in Brasile. Si parlerà del Talian, delle colonie italiane e del forte attaccamento verso l’Italia che sentono ancora i discendenti.

L’intervista andrà in onda mercoledì 9 agosto, e in replica domenica 13 agosto, con i seguenti orari: alle ore 4.35 e alle 15.30.

Potete ascoltare Radio ABM dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app dal vostro smartphone/tablet.

 

161. A Radio ABM si viaggia in Virginia

Continua il viaggio de “L’America in 45 giri” con il capitano Giovanni Zanon. In questa puntata de “L’America in 45 giri” andremo alla scoperta della “Madre degli Stati”, la Virginia! Prima colonia inglese dell’America settentrionale, la Virginia ci accoglierà con il piano di Bruce Hornsby e il sax di Clarence Clemons!

Tutto questo su Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, mercoledì 9 agosto, alle ore 4.00 e alle ore 21.00, e domenica 13 agosto, in replica, con lo stesso orario.

Potete ascoltare Radio ABM dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app dal vostro smartphone/tablet.

 

160. 61.mo anniversario di Marcinelle e “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”: 136 rose rosse benedette al monumento dell’emigrante presso la sede ABM

Dino Dalla Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese: sono i nomi degli emigrati veneti che, insieme ad altri 257 colleghi, dei quali 131 italiani come loro, persero la vita nella tragedia della miniera di Bois di Cazier, in Belgio. Accadde l’8 agosto di 61 anni fa.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha voluto commemorare il 61.mo anniversario della tragedia di Marcinelle e la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” con una semplice cerimonia davanti alla propria sede in via Cavour a Belluno. Martedì 8 agosto erano presenti diverse Famiglie Ex emigranti, la Famiglia del Nord Reno Westaflia, l’Associazione Vigili del Fuoco, il Gruppo Alpini di Belluno, l’Associazione “Emigranti dell’Oltrardo”, membri del Consiglio direttivo ABM, autorità e civili.

A fare da cerimoniere il presidente ABM Oscar De Bona, che ha voluto sottolineare l’importanza della memoria e del ricordo: «Non dobbiamo assolutamente dimenticare il sacrificio dei nostri emigranti. Il nostro benessere lo dobbiamo a loro». Gli ha fatto eco il sindaco di Belluno Jacopo Massaro: «Ieri come oggi si emigra. L’umanità è sempre stata in movimento ed è nostro dovere gestirla nel miglior modo possibile. Doveroso inoltre il ricordo di chi è morto in terra straniera e il supporto per i giovani che oggigiorno partono dalla nostra provincia».

Toccante la testimonianza di Romildo Gasperin, presidente della Famiglia Bellunese di Fleron: «Ricordo bene quell’otto agosto del 1956. Fumo e dolore sono ancora presenti nei miei occhi. So bene cosa vuol dire lavorare in miniera, dato che l’ho fatto in giovane età. E’ uno dei lavori più massacranti che una persona possa fare».

«Oltre alla carta dei diritti, dovremmo avere bene in mente la carta dei doveri»: questa la riflessione di mons. Umberto Antoniol. «Viviamo in una società in cui siamo ormai abituati solo a chiedere e a pretendere. I nostri emigranti invece lavoravano con sudore e sacrificio, senza pretendere, ma contribuendo al benessere del Paese che li ho ospitava e, attraverso le rimesse, del proprio Paese natio». Sempre Antoniol, oltre a benedire la corona d’alloro – deposta da due alpini davanti al monumento all’emigrante con l’accompagnamento dell’Inno d’Italia -, ha benedetto le 136 rose posizionante per terra. «Rappresentano le 136 vittime italiane di Marcinelle – il commento di De Bona – a loro oggi va il nostro omaggio e riconoscimento».

Sempre De Bona ha letto i saluti giunti dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia,  dall’Assessore regionale Manuela Lanzarin e dal Ministro degli Esteri Alfano. Tra le autorità presenti il senatore Bellot, il consigliere regionale Gidoni e numerosi sindaci della provincia di Belluno. E’ stato inoltre ricordato don Francesco Soccol, il parroco degli emigranti bellunesi, recentemente  (e prematuramente) scomparso.

A conclusione il vice presidente ABM Rino Budel ha letto una poesia dialettale, di sua composizione, dedicata alle vittime in miniera.

 

 

L’ABM in lutto per la scomparsa di don Francesco Soccol, il parroco della chiesetta di San Liberale, luogo sacro degli emigranti bellunesi

Ha provato sconcerto la notizia della scomparsa improvvisa di don Francesco Soccol, parroco della parrocchia di Cavarzano e Vicario Foraneo della più grande Forania della diocesi, quella di Belluno.

«Per l’Associazione Bellunesi nel Mondo don Francesco era il parroco della chiesetta di San Liberale, luogo sacro degli emigranti bellunesi». Questo il pensiero di Oscar De Bona, presidente ABM, appena informato dell’accaduto.

Don Francesco Soccol è morto per un malore oggi nel comune di Auronzo quando, con un altro sacerdote e un laico consacrato del Movimento dei Focolari, stava vivendo una giornata di ricreazione in montagna.

Poco più di un anno fa aveva concelebrato, assieme a don Giacomo Mazzorana, la Santa Messa per l’intitolazione della chiesetta di San Liberale agli emigranti della provincia di Belluno. Erano presenti tutte le Famiglie ex emigranti, diverse Famiglie dall’estero e un gruppo di oriundi bellunesi provenienti dal Brasile.

«Ricordo che nel mese di aprile di quest’anno – continua De Bona – avevamo consegnato a don Francesco, in occasione del Direttivo, un assegno di tremila euro a favore del restauro della chiesetta di San Liberale. Siamo ancora increduli per la sua improvvisa scomparsa».

Parole di cordoglio giungono anche da Patrizio De Martin, presidente della Famiglia Ex emigranti “Piave” e dal direttore ABM Marco Crepaz: «Era un piacere parlare con don Francesco, sempre disponibile al dialogo. Anche per la raccolta fondi per San Liberale avevamo trovato un punto di riferimento».

«Lo ricorderemo martedì prossimo, alle ore 18.00, in occasione della commemorazione di Marcinelle – il messaggio di De Bona – siamo vicini alla sua famiglia e al fratello don Giorgio, direttore del Centro Caritas di Belluno».

 

Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress