491. Radio ABM. A “Una voce delle Dolomiti” Lois Bernard presenta la sua ultima fatica letteraria

Lois Bernard sarà il protagonista della nuova puntata di “Una voce delle Dolomiti”, la rubrica di Radio ABM dedicata alla realtà politica e culturale del Bellunese. Bernard presenterà la sua ultima fatica letteraria: “La strategia del seme. Attrezzi e ambienti di vita della famiglia contadina”, edizioni DBS. Un volume che descrive nel dettaglio l’antico mestiere del contadino, un mestiere che predominava in provincia di Belluno e, come ben sottolineato da Bernard, non deve essere dimenticato, ma valorizzato.

L’intervista a Lois Bernard andrà in onda domani, mercoledì 14 novembre, alle 11.00 – 18.00 – 23.30 – 3.00 (ora locale italiana).

Radio ABM si puà ascoltare dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app di Radio ABM dal proprio smartphone/tablet.

490. Famiglia ex emigranti del Longaronese. Appuntamento con la tradizionale “Festa dell’emigrante e dell’anziano”

La Famiglia Emigranti ed Ex emigranti del Longaronese organizza l’annuale “Festa degli emigranti e degli anziani”. L’appuntamento è fissato per domenica 25 novembre 2018. Il programma prevede: ore 11.00 Santa Messa nella chiesa di Soverzene; ore 12.45 pranzo presso il ristorante “La Vela”, zona industriale di Villanova, Longarone. Per prenotazioni contattare entro il 22 novembre: Carlo Alberti 0437 770760 – Camillo Burigo 0437 99417 – Arrigo Galli 0437 31841 – Adriano Zoldan 346 5993722.

489. Famiglia ex emigranti del Feltrino. Festa sociale e tesseramento 2019

La Famiglia ex emigranti del Feltrino organizza domenica 25 novembre la tradizionale “Festa in Birreria a Pedavena” con tesseramento 2019.Tutti i soci e simpatizzanti sono invitati. Questo il programma: ore 10.30, S. Messa nella chiesa arcipretale di Pedavena; seguirà un omaggio floreale al monumento dell’emigrante; alle ore 12.30 pranzo “da Lionello” in Birreria Pedavena. Per informazioni e prenotazioni entro e non oltre il 22 novembre: Mila Burlon tel. 0439 310236 – 348 4801058.

488. Riunione delle Famiglie Ex emigranti per affrontare le tematiche della riforma del Terzo settore

Sabato 10 novembre i dirigenti delle Famiglie Ex emigranti si sono incontrati nella sala riunioni della sede Abm per affrontare le tematiche della riforma del Terzo settore, ormai prossima all’approvazione. Relatori dell’incontro il tesoriere Angelo Paganin e il coordinatore delle Famiglie Ex emigranti Antonio Dazzi. Oltre a mettere in evidenza l’indispensabile ruolo del volontariato, soprattutto in una società così frammentata come quella attuale, Paganin e Dazzi hanno dato informazioni dirette su come gestire al meglio un circolo: dall’apertura del conto corrente alla gestione della contabilità; dai prossimi pagamenti con fatture elettroniche, alla gestione della pec.

A tal proposito gli Uffici ABM elaboreranno un vademecum che sarà inviato, nelle prossime settiamane, ai dirigenti delle Famiglie Ex emigranti.

487. L’Istituto Agrario di Vellai in visita al MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni

Sempre più visite al MiM Belluno – Museo interattivo delle migrazioni. Giovedì 8 novembre è stata la volta della classe V dell’Istituto Agrario di Vellai. Per due ore gli studenti hanno avuto modo di scoprire e riscoprire le dinamiche che hanno portato all’estero, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento, oltre 25 milioni di italiani, molti questi bellunesi.

Gelatieri, minatori, balie da latte, operai specializzati, scalpellini e seggiolai. Grazie all’interattività del MiM Belluno i ragazzi hanno fatto un viaggio dinamico nel mondo dell’emigrazione, con uno sguardo anche a quella attuale che vede un forte aumento di giovani che decidono per scelta, ma anche per necessità, di rifare le valigie come i loro nonni.

Oltre alla visita al museo è stato proposto anche un laboratorio didattico con l’analisi di due lettere, scritte negli anni Settanta, da una famiglia di emigranti.

«Abbiamo già in calendario numerose prenotazioni, per la visita del nostro museo, da parte degli Istituti scolastici di tutti i livelli – il commento del presidente Abm Oscar De Bona – a dimostrazione che i docenti sono interessati alla storia della nostra emigrazione e come Abm abbiamo gli strumenti idonei per portarla direttamente agli studenti».

Per maggiori informazioni e prenotazioni: info@mimbelluno.it – tel. 0437 941160.

486. Bellunoradici.net. La storia di Chiara Pradel

Sono oltre mille i bellunesi iscritti al socialnetwork Bellunoradici.net. Questa è la storia di uno di loro: Chiara Pradel.

Mi chiamo Chiara Pradel, ho 37 anni, sono nata a Feltre e ho vissuto a Belluno fino ai 17 anni. La mia infanzia è trascorsa nel Bellunese, così come i successivi anni delle scuole, dalle elementari alle scuole superiori, in particolare ricordo sempre il “mio” Liceo Tiziano.Vivo da diversi anni a Paradiso, Ticino (Svizzera). A Lugano nel 2015, in un ospedale che non si affaccia sulle Dolomiti, ma sul Monte Brè e sul Lago Ceresio, è nata mia figlia Olga.Sono un architetto paesaggista e sono sposata con un architetto, Michele, che è nato a Bari, ma che ho conosciuto durante gli studi universitari a Venezia: la geografia affettiva della nostra famiglia si compone di luoghi diversi ed è in continua evoluzione: Olga chiama “casa” diversi posti in Svizzera e in Italia, tra i quali proprio Belluno e questo mi fa molto piacere.

Perché hai deciso di trasferirti in Svizzera?

Ho studiato Architettura allo IUAV di Venezia e in seguito alla laurea i miei genitori, Angelo e Carla, mi hanno fatto un bellissimo regalo: hanno lasciato che io scegliessi come investire i due anni successivi, aiutandomi economicamente. Ho scelto di approfondire lo studio del progetto d’architettura e del paesaggio in Svizzera. A 25 anni mi sono trasferita in Ticino e ho iniziato ad alternare alle lezioni in Accademia il lavoro nell’ufficio del professore universitario che più mi aveva ispirato, e sorpreso, durante l’università per la poetica del suo modo di progettare, riconosciuto a livello internazionale. Da allora, ovvero da più di dodici anni, vivo in Svizzera e mi occupo di architettura del paesaggio, collaborando sempre con il mio “maestro” e continuando a portare avanti la mia ricerca anche grazie a un dottorato di ricerca al Politecnico di Milano.

Quali sono le differenze principali con Belluno nel vivere e lavorare in Svizzera?

Non so rispondere in modo generale a questa domanda, posso esprimermi considerando la mia personale esperienza, legata all’ambito lavorativo.Il lavoro che ho scelto non sempre è riconosciuto in Italia, perché ancora è difficile che i privati, o anche gli enti pubblici, investano nella ricerca e nel progetto degli spazi aperti, come piazze, strade, giardini, parchi, masterplan di territori ecc., incaricando un architetto del paesaggio, se non occasionalmente e attraverso procedure spesso molto burocratiche. Invece io credo molto nel valore del paesaggio come bene collettivo e nella necessità di prendersene cura da un punto di vista estetico, etico, funzionale, quindi attraverso un progetto degli spazi aperti non solo tecnico, ma anche culturale. Da questo punto di vista la Svizzera mi ha consentito di crescere, grazie alla qualità del lavoro e alla dimensione internazionale della ricerca progettuale che qui ho potuto sperimentare; oltre che consentendomi una fondamentale autonomia di scelta legata all’indipendenza economica. La stessa autonomia che ho cercato emigrando poco più che ventenne, a volte è stata difficile da sopportare, perché ho provato, come tutti gli emigranti credo, momenti di solitudine e la paura di non riuscire ad inserirmi in una nuova realtà o di essere considerata una cittadina di serie “B”. Per questo provo molta empatia per le persone di tutte le età che, spinte da ragioni diverse, decidono di “varcare i confini” alla ricerca di nuove possibilità.

Un giorno ti piacerebbe rientrare a Belluno o comunque in Italia?

In realtà posso guidare cinque ore e trovarmi di nuovo a casa dei miei genitori e di mio fratello Lorenzo, a Belluno, quindi mi sento un’emigrata privilegiata, soprattutto nel contesto di emigrazione contemporanea. Non escludo di tornare in Italia, dove in realtà sono comunque di frequente impegnata al Politecnico di Milano, ma neppure di spostarmi ancora in un altro Paese, questa volta con la mia famiglia. Recentemente per studio, ad esempio, sono stata in Australia, e questo viaggio ha cambiato la mia percezione delle distanze fisiche e culturali tra i Paesi del mondo, facendomi sentire questi luoghi non più così lontani e ricchi di nuove cose da imparare.

Cosa ti manca di Belluno? 

A Belluno ho lasciato gli affetti, i genitori, mio fratello, gli amici, ai quali, vivendo all’estero, spesso per motivi pratici non riesco ad essere vicina quanto vorrei. Quando torno a Sois inoltre mi sento tuttora protetta da una “rete sociale” che ha grandi qualità ed enorme valore: una rete di persone eccezionali, difficile per me da trovare ad esempio a Lugano.  Direi che ciò che più mi manca di Belluno, quindi, sono i Bellunesi, oltre al paesaggio unico che accompagna le giornate e le stagioni. La luce della mattina sulle montagne, l’andamento libero e ampio del letto del Piave e il legame fortissimo del fiume con la città, il verde rigoglioso che si incontra ai lati delle strade in estate, appena si esce dal centro storico o i colori dei carpini in autunno: sono tutte caratteristiche “esterne” di Belluno che nel tempo con la nostalgia mi accorgo di aver interiorizzato, come se fossero diventate una parte della mia identità e del mio carattere, tanto che per definirmi sia qui in Svizzera che all’estero spesso dico che sono “Bellunese” o “Dolomitica”.

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