Questa volta mi dedico a quello che era il mio intento iniziale. Quando si parla di storia bisognerebbe essere precisi con dati, date, luoghi, eccetera. Consentitemi ogni tanto qualche imprecisione, dimenticanza o altro che spero di non grande importanza non essendo io uno storico, anche se talvolta essi stessi non concordano. Per vivere bisogna alimentarsi. Questo è un assunto certo.

Quindi l’alimentazione comincia con l’apparizione sulla terra di animali in genere e l’uomo. La prima cosa che gli uni e l’altro imparano è pertanto la caccia fonte di sopravvivenza. Cacciare per i grandi animali, è più facile che per l’uomo. Gli uni sono immensi, mentre l’Australopithecus, forse il primo ominide, è decisamente piccolo al loro cospetto. Perciò si ritiene che fino a circa 100.000 anni fa egli potesse cibarsi probabilmente solo di animali già morti sottratti ad altri predatori. Sicuramente con asce composte da manici di legno e con la lama di pietra, così come le lance, non potevano avere successo contro i dinosauri. In seguito con l’evolversi delle specie l’uomo cominciò a trovare animali di dimensioni un po’ più ragionevoli e quindi mangiare il frutto della caccia: la carne fresca sempre cruda ed in seguito cotta. Il controllo del fuoco è, infatti, fatto risalire a quasi 400.000 anni fa (Paleolitico) con l’Homo erectus che se ne appropria vedendo bruciare un tronco colpito da un fulmine o da una colata di lava incandescente e comincia a controllare. Passano ancora qualche centinaia di migliaia di anni e si trovano animali ancora più piccoli come cervi, alci, cinghiali, lepri ed anche uccelli. Si è scoperto però che i cacciatori, i quali nel frattempo avevano incominciato ad utilizzare arco e frecce, non mangiavano solo carne ma anche cereali allo stato selvatico. Erano dunque cacciatori-raccoglitori. Vi domanderete come si è capito che mangiavano cereali; la risposta sta nella dentatura che era più consumata di prima quando si cibavano di sola carne e qualche radice, o fiore, oppure frutto. Ancora qualche migliaio di anni e l’uomo pian piano scopre la domesticazione sia di piante che di animali. Capisce che non è più necessario cacciare continuamente e, lentamente, diventa «stanziale».  Pianta e cura le specie selvatiche e addomestica animali da crescere per la carne e per il loro necessario aiuto nella coltivazione. Nasce così anche l’agricoltura. L’origine di tutto questo avviene nel vicino Medio Oriente denominato «mezzaluna fertile» che comprendeva la parte dell’Egitto sul delta del Nilo, il Mediterraneo dal delta fino a Cipro per piegare ed  arrivare poi a comprendere le valli del Tigri e dell’Eufrate (Mesopotamia) perciò: Assiri e Babilonesi per abbassarsi fino alle terre dei Sumeri ad Uruk. Ho fatto qualche passo lungo e molti corti per semplificare. Ci sono riuscito? Ditemelo voi. Sono visibilmente stanco. Dopo un tale sforzo mnemonico (che mi sia riuscito?) non mi resta che il divano. Buon riposo a tutti.

Dopo essermi ripreso, se vorrete, continuerò.

Gianluigi Bazzucco

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