Bellunoradici.net è il socialnetwork dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Sta per raggiungere i 1000 iscritti, bellunesi residenti al di fuori della provincia di Belluno (Italia o estero) dalla prima alla quinta generazioni. Tra questi anche Matteo Bortolin, originario di Santa Giustina. Questa la sua storia.

Mi chiamo Matteo Bortolin, ho 38 anni, e le mie origini sono 100% bellunesi. Sono nato a Feltre e ho vissuto a Santa Giustina fino a all’età di trent’anni. Mi definisco un feltrino e sono orgoglioso di essere bellunese.

Per venticinque anni ho militato nella Plavis… che bei ricordi!

Per quanto riguarda il mio percordo formativo, dopo il diploma all’ITIS a Feltre, mi sono laureato all’Università degli Studi di Padova in Ingegneria informatica (laurea triennale) e, presso l’Università degli Studi di Reggio Emilia, in Marketing e Comunicazione (seconda laurea). Da sette anni vivo a Barcellona e prima ho vissuto un anno in Australia a Melbourne

Cosa ti ha spinto a emigrare? 

Lavoravo alla Clivet, una gran bella realtá feltrina, occupavo una bella posizione nell’ufficio marketing, tutto andava bene, però ero alla ricerca di qualcosa di più, avevo bisogno di stimoli nuovi, poi ero stanco del sistema italiano dove avanzi solo per conoscenze e la meritocrazia non esiste… vedevo gente stufa, senza futuro, non volevo arrivare nelle stesse condizioni. La crisi del 2009 anche ha fatto la sua parte, infatti ero preoccupato che se in Italia le cose non fossero andate bene avrei dovuto andare all’estero per cercare un lavoro e con l’inglese che avevo non avrei avuto molte chance. Per questo decisi di trasferirmi in Australia, che realmente mi ha cambiato la vita ed é iniziato questo bellissimo viaggio…

E perché hai scelto Barcellona?

Arrivai a Barcellona per una “chica” catalana, la mia attuale fidanzata. L’avevo conosciuta poco prima di partire per l’Australia ed era stato colpo di fulmine, quindi la prima cosa che ho fatto al ritorno dal continente australe è stato quello di prendere il primo volo in direzione Barcellona. Avevo invitato mia madre e mia zia per trascorrere il weekend e, con la scusa, presentai Alex alla mia famiglia; poi la domenica dissi a mia madre che io avevo fatto solo il biglietto di andata e che per il momento  rimanevo nella cittá Condal… quasi sviene dalla notizia… Da qui poi è partita la mia carriera, mi hanno chiamata in Seat (marca del gruppo Volkswagen, equivalente alla nostra Fiat per dimensioni e importanza), dove lavoravo in un progetto internzazionale di web marketing e web analytics; viaggiavo per tutta Europa ed ero in contatto con tutti i top player del mondo digital (google, facebook, youtube, yahoo, adobe, oracle, etc.). Da lì mi hanno chiamato per gestire il team di web marketing in Vueling, la compagnia aerea low cost che fa parte, con Iberia e British, di uno dei gruppi piú grandi al mondo dell’aviazione (IAG). Anche questa fu una esperienza stupenda, dove ho imparato moltissimo. Ho trascorso due anni stupendi, gestendo grandi progetti a livello internazionale e trasversali nel gruppo. Un giorno un head hunter mi chiamò e mi disse che mi voleva proporre per una posizione in Desigual (la terza azienda fashion più potente di Spagna) come global traffic acquisition manager. Non me lo sono fatto ripetere due volte e accettai la proposta, perché era proprio quello che volevo: fare un’esperienza nel settore della moda, ultima tappa prima di poter lanciare la mia azienda.

Appunto. Di cosa si occupa la tua azienda?

The Shearline  ambisce ad essere il primo marchio di denim made in Barcellona. Realmente non ce ne sono: mi piacerebbe creare qualcosa come la Diesel a Bassano.

L’azienda l’ho fondata con Alex, la mia fidanzata. Lei è stilista di moda e lavora in Mango (la seconda azienda di moda spagnola dietro solo a Zara). E’ responsabile della collezione denim di uno dei marchi del gruppo.

La nostra filosofia si basa nel creare capi senza tempo che durano per sempre, grazie a una qualità superiore; frutto dell’esperienza tessile locale e di una produzione sostenibile.

La prima collezione del marchio presenta una giacca in jeans oversize con l’interno in eco montone colorato. Abbiamo iniziato con questo capo perché ci potesse dare la possibilità di essere notati, visto che attualmente non c’è nessuna marca al mondo che fa un prodotto simile al nostro. Siamo riusciti a creare qualcosa di unico! Crediamo fermamente che l’esperienza tessile locale, e con il jeans in particolare, sia un elemento chiave per produrre capi che facciano innamorare. Vogliamo produrre denim di qualità e renderlo disponibile in tutto il mondo attraverso la vendita online dal nostro sito theshearline.com. Un canale attraverso cui le persone abbiano accesso a capi di qualità.  In un mondo di moda globalizzata, ci sono sempre più persone che cercano di differenziarsi, valutando anche quello che c’è dietro il prodotto che acquistano. Il ritmo che la moda ha raggiunto sta diventando insostenibile e il settore ne risente perché il consumatore è saturo. The Shearline ha l’obiettivo di creare collezioni capsula, con un numero limitato di capi, che trasmettano un senso di esclusività. The Shearline significa la linea del cambio, un significato che rispecchia molto la nostra identità: nel nostro piccolo vogliamo lanciare un messaggio per cambiare il sistema attuale della moda fast fashion, con il fine di creare un mondo migliore per noi e per le generazioni future, in quanto il sistema produttivo attuale non è sostenibile.

Vedi un tuo rientro a Belluno?

Magari! Sarebbe un sogno. Mi piacerebbe un giorno avere la possibilità di poter trascorrere una parte dell’anno a casa, dove c’è la mia famiglia e i miei piu grandi amici (le cose che attualmente mi mancano di piu!). Nel mio piano, se tutte le cose andranno bene, credo che non sia una cosa impossibile… vediamo; però ora rimane nel cassetto dei desideri. Mi piacerebbe tornare e contribuire  condividendo quello che ho imparato in questi anni girando il mondo e lavorando per grandi aziende multinazionali, per aiutare la nostra bellissima provincia a crescere soprattutto dal punto di vista turistico. Non ci rendiamo conto del potenziale delle nostre vallate, ogni volta che torno a casa mi soffermo cinque minuti in silenzio a guardare il Pizzocco ed ogni volta è come se fosse la prima volta… concludo sempre con un «Wooow… ma questo è il paradiso!»

Che cosa non funziona in Italia rispetto alla Spagna?

 

Dal punto di vista culturale sono due realtà molto similari. Io non ho avuto nessun problema ad ambientarmi: si mangia benissimo e il clima è stupendo. La politica più o meno funziona come da noi; probabilmente hanno mangiato meno che in Italia… La differenza sostanziale per me è che qui la gente crede in un futuro migliore; ha uno spirito più ottimista. Ogni volta che torno a casa sento sempre tutti che si lamentano, che le cose così non vanno e vedo gente sfiduciata, delusa e questo è molto triste perché potremmo essere il Paese più prospero e ricco al mondo. Non ci manca niente, invece ci facciamo male con le nostre stesse mani. Spero che un giorno questo cambi e che finalmente le cose cambino per il bene della gente!

1
Ciao, come possiamo aiutarti?
Powered by
Share This
Design by Alfred Team | Made with ♥ in WordPress