Ci ha lasciato Noris De Rocco

È venuta a mancare a 82 anni la scrittrice Noris De Rocco, autrice di versi e prose, molti dei quali dedicati alle Dolomiti e alla Val di Zoldo. Nata a Milano dove la madre zoldana si era trasferita nel 1936, ha vissuto a Monza rimanendo sempre legata alla terra di origine e al borgo Villa di Dont. Sin da piccola coltiva la passione per la scrittura pubblicando in età adulta libri di poesie e romanzi. Con la raccolta “Solo l’amore può salvare il mondo” ha vinto nel 1970 il premio letterario nazionale Ada Negri, nel 1984 pubblica “La mia Val” raccolta di poesie in lingua ladina e nel 1992 il romanzo “Anamnesi” con il quale vince il premio di narrativa San Salvatore.  Negli anni duemila “La donna senza nome”, “Plagiati e contenti. “A scuola con i bambini del Duce”, “La casa nella neve”, “Zoldo tra sogno e realtà” e “Antonia”. Premiata con l’Ambrogino d’Oro nel 1971 con la seguente motivazione: “Per essersi particolarmente distinta nel settore dell’opera poetica e narrativa”. Madre di tre figli collaborò anche con il marito Franco nell’attività di famiglia. Il suo canto poetico è una testimonianza dell’affetto e legame con le proprie origini.

Loredana Pra Baldi

128. Gita di primavera per la Famiglia Bellunese del Trentino

Come di consueto la Famiglia Bellunese del Trentino è pronta a organizzare la gita di primavera che quest’anno avrà luogo a Cremona domenica 5 maggio. Il programa prevede: ore 7.00 partenza da Trento, piazzale San Severino; ore 7.25 partenza dal casello autostradale di Rovereto sud; arrivo a Cremona e visita guidata al centro cittadino; seguirà il pranzo in riva al Pò presso il ristorante “La Lucciola”; nel pomeriggio partenza per Fontanellato, con visita al centro e alla cinta muraria della Rocca Sanvitale. Rientro a Trento in serata. Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare il presidente Vitale Triches allo 0461 235814.

127. L’emigrazione di ieri e di oggi a Seren del Grappa con la presentazione di due libri di “Bellunesi nel mondo – edizioni”

“Emigrazione 2.0” e “I ricordi della valigia”. Sono i due libri, editi da “Bellunesi nel mondo – edizioni”, che saranno presenti venerdì 26 aprile 2019, con inizio alle ore 20.45, nella sala teatro di Rasai di Seren del Grappa. La serata, voluta dall’Amministrazione comunale di Seren del Grappa, sarà arricchita da testimonianze dirette dell’emigrazione di ieri e di oggi, oltre a una serie di video e dati, aggiornati al 2018, degli bellunesi iscritti all’Aire.
L’ingresso è libero, ma i posti sono limitati. Per maggiori informazioni e prenotazioni: salateatrorasai@gmail.com.

126. #stavoltavoto – Conversazioni sull’Europa. Un nuovo speciale di Radio ABM

Si avvicina il voto per il rinnovo del Parlamento europeo. È un appuntamento importante, l’assemblea di Strasburgo rappresenta l’unico Parlamento sovranazionale eletto direttamente dai cittadini. A tal proposito Radio ABM ha realizzato uno speciale, con la collaborazione della Fondazione “Montagna e Europa” Arnaldo Colleselli di Belluno. Verranno approfonditi il tema Europa, o meglio Unione europea, la sua ragion d’essere, le sue luci e i suoi punti deboli.
La prima puntata andrà in onda giovedì 25 aprile alle 2.00, 9.15 e 20.30 (ora locale italiana). Il primo ad essere intervistato sarà Maurizio Busatta, portavoce della Fondazione “Montagna e Europa”.
Radio Abm si può ascoltare dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app RADIO ABM sul proprio smartphone o tablet.

Breve storia dell’alimentazione

Questa volta mi dedico a quello che era il mio intento iniziale. Quando si parla di storia bisognerebbe essere precisi con dati, date, luoghi, eccetera. Consentitemi ogni tanto qualche imprecisione, dimenticanza o altro che spero di non grande importanza non essendo io uno storico, anche se talvolta essi stessi non concordano. Per vivere bisogna alimentarsi. Questo è un assunto certo.

Quindi l’alimentazione comincia con l’apparizione sulla terra di animali in genere e l’uomo. La prima cosa che gli uni e l’altro imparano è pertanto la caccia fonte di sopravvivenza. Cacciare per i grandi animali, è più facile che per l’uomo. Gli uni sono immensi, mentre l’Australopithecus, forse il primo ominide, è decisamente piccolo al loro cospetto. Perciò si ritiene che fino a circa 100.000 anni fa egli potesse cibarsi probabilmente solo di animali già morti sottratti ad altri predatori. Sicuramente con asce composte da manici di legno e con la lama di pietra, così come le lance, non potevano avere successo contro i dinosauri. In seguito con l’evolversi delle specie l’uomo cominciò a trovare animali di dimensioni un po’ più ragionevoli e quindi mangiare il frutto della caccia: la carne fresca sempre cruda ed in seguito cotta. Il controllo del fuoco è, infatti, fatto risalire a quasi 400.000 anni fa (Paleolitico) con l’Homo erectus che se ne appropria vedendo bruciare un tronco colpito da un fulmine o da una colata di lava incandescente e comincia a controllare. Passano ancora qualche centinaia di migliaia di anni e si trovano animali ancora più piccoli come cervi, alci, cinghiali, lepri ed anche uccelli. Si è scoperto però che i cacciatori, i quali nel frattempo avevano incominciato ad utilizzare arco e frecce, non mangiavano solo carne ma anche cereali allo stato selvatico. Erano dunque cacciatori-raccoglitori. Vi domanderete come si è capito che mangiavano cereali; la risposta sta nella dentatura che era più consumata di prima quando si cibavano di sola carne e qualche radice, o fiore, oppure frutto. Ancora qualche migliaio di anni e l’uomo pian piano scopre la domesticazione sia di piante che di animali. Capisce che non è più necessario cacciare continuamente e, lentamente, diventa «stanziale».  Pianta e cura le specie selvatiche e addomestica animali da crescere per la carne e per il loro necessario aiuto nella coltivazione. Nasce così anche l’agricoltura. L’origine di tutto questo avviene nel vicino Medio Oriente denominato «mezzaluna fertile» che comprendeva la parte dell’Egitto sul delta del Nilo, il Mediterraneo dal delta fino a Cipro per piegare ed  arrivare poi a comprendere le valli del Tigri e dell’Eufrate (Mesopotamia) perciò: Assiri e Babilonesi per abbassarsi fino alle terre dei Sumeri ad Uruk. Ho fatto qualche passo lungo e molti corti per semplificare. Ci sono riuscito? Ditemelo voi. Sono visibilmente stanco. Dopo un tale sforzo mnemonico (che mi sia riuscito?) non mi resta che il divano. Buon riposo a tutti.

Dopo essermi ripreso, se vorrete, continuerò.

Gianluigi Bazzucco

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