Assicurazione sanitariaRiportiamo alcuni chiarimenti di SBS Italian, rubrica in lingua italiana dell’emittente australiana SBS, a proposito delle assicurazioni sanitarie per chi si reca in visita in Australia.
«Il ministro della sanità del New South Wales Brad Hazard – spiega Carlo Oreglia – ha invitato i visitatori che arrivano in Australia a stipulare un’assicurazione sanitaria, sottolineando come un incidente possa risultare in costi astronomici. L’invito del ministro quindi è quello di assicurarsi, a meno che non si sia cittadini di uno degli Stati con un Reciprocal Health Care Agreement. È il caso dell’Italia che, assieme ad altri 10 Paesi, ha in atto degli accordi bilaterali».
I cittadini italiani che arrivano in Australia, tuttavia, devono tenere a mente alcune questioni, come spiega l’agente di immigrazione Emanuela Canini.
«Gli italiani sono coperti dal servizio sanitario australiano per sei mesi dal loro ingresso in Australia, dopodiché rimangono scoperti, a meno che non escano dal Paese e rientrino. In questo caso i sei mesi ricominciano da capo. Indipendentemente dal tipo di visto, Medicare garantisce al cittadino italiano una parziale assistenza sanitaria per un semestre.
 Non mancano però i distinguo: in caso di visto studio bisogna avere per legge una polizza privata per studenti internazionali, una condizione di partenza per il visto. Per il visto temporaneo di sponsorizzazione, Medicare è sufficiente ma solo per i sei mesi concessi. Per rimanere in regola, quindi, bisognerebbe comunque stipulare una polizza privata per il resto del periodo. I visti di vacanza lavoro – o Working Holiday Visa – non hanno invece l’obbligo di copertura privata, quindi la scelta è personale. L’accordo con l’Italia comunque terminerà dopo sei mesi, ponendo fine alla copertura sanitaria.
I servizi di Medicare previsti nell’accordo bilaterale si possono ottenere solo se si è ancora iscritti al servizio sanitario nazionale italiano. In caso di trasferimento all’estero e di cambio di residenza, non si può neanche più avere la Medicare. Medicare copre i servizi base pubblici, dall’emergenza ospedaliera, ad alcuni medicinali (di solito quelli a basso prezzo), ai quali si vanno ad aggiungere i servizi erogati solitamente anche agli australiani, ma solo in ambiente pubblico. Non vengono coperte le cure private, il dentista, la maggior parte dei medicinali più costosi, gli occhiali, le protesi e così via. Tra i servizi che non vengono garantiti da Medicare troviamo il trasporto su ambulanza, che in Italia è gratuito. L’ambulanza non è coperta neanche per gli australiani da Medicare, in parte per scoraggiare chi ne abusa e in parte per coprire i costi sostenuti dalla comunità. Il servizio di ambulanza non viene pagato da alcune categorie di australiani (categorie selezionate in base al reddito o all’età), ma per quanto riguarda gli stranieri è possibile evitare di sostenere il costo di diverse centinaia di dollari per un singolo trasporto in ambulanza solo tramite una polizza privata che lo copra.
A volte – conclude Canini – le persone si confondono perché pensano che ci sia un’assicurazione che copra tutti i visti. È necessario sottolineare che ad ogni tipo di visto è associato un tipo particolare di assicurazione. Quando si passa da un visto studio a uno di sponsorizzazione, è necessario cambiare anche la polizza assicurativa. Inoltre, coloro che richiedono i visti per studenti commettono spesso l’errore di coprire solo il periodo di durata del corso, mentre va coperto l’intero periodo del visto, che è superiore di anche tre mesi rispetto alla durata del corso. La legge richiede che la polizza debba coprire l’intero soggiorno in Australia, non soltanto il periodo del corso».

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