Il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, effettuato dall’Istituto nazionale di Statistica (Istat) per la prima volta con cadenza annuale invece che decennale è partito il 1° ottobre scorso. Tale censimento permanente non coinvolge più tutte le famiglie contemporaneamente ma solo un loro campione, per un totale di circa 1 milione e 400mila, chiamate a partecipare ogni anno attraverso due tipologie di rilevazione campionaria, quella areale e quella da lista.

Nella nota diffusa dal Ministero dell’Interno in proposito si segnala come anche le prefetture sono impegnate nelle attività finalizzate al censimento: oltre a collaborare nella fase della formazione dei responsabili e dei coordinatori delle attività di rilevazione, gli uffici territoriali del governo sono coinvolti con i responsabili territoriali dell’Istat nel coordinamento e nella vigilanza sul corretto svolgimento delle operazioni, e nel fornire supporto ai comuni.

Il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni rientra – insieme a quelli su imprese, istituzioni non profit e istituzioni pubbliche (la prima rilevazione biennale si è conclusa il 1° ottobre) e agricoltura – nella “nuova stagione dei censimenti” improntata a un approccio più moderno alla rilevazione statistica.

L’Istat spiega come il nuovo censimento sia in grado di restituire informazioni rappresentative di tutta la popolazione grazie all’integrazione dei dati raccolti con le diverse rilevazioni con quelli provenienti dalle fonti amministrative, cioè in possesso delle amministrazioni pubbliche. L’approccio permanente e “a campione” – secondo l’Istat – non solo consente di ridurre costi e fastidi a chi è chiamato a rispondere alle rilevazioni, ma favorisce la raccolta di informazioni più coerenti, puntuali, aggiornate, e più utili per orientare la scelta delle diverse politiche a livello territoriale.

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