Una piazza in onore dei Bellunesi emigrati in Svizzera! La città svizzera di Emmenbrücke, Lucerna, ha reso omaggio a quei bellunesi, che hanno vissuto gran parte della loro vita lavorativa nella famosa azienda tessile Viscosuisse.

Per questa ragione è stata inaugurata giovedì 18 ottobre 2018 la “Belluno-Platz”, una piazza unitamente ad una fontana, allestita nella vecchia area industriale, per ricordare le tante storie di questi operai, per la maggior parte donne, simbolo di un periodo storico dell’emigrazione bellunese in Svizzera. «Un atto doveroso nei confronti delle tantissime donne bellunesi che hanno lasciato la loro terra per trovare fortuna qui a Emmenbrücke, e che con la loro capacità di lavorare sui tessuti di seta hanno scritto una parte fondamentale del successo della Viscosuisse».

Con queste parole piene di emozione il sindaco Rolf Born ha aperto giovedì 18 ottobre la cerimonia d’inaugurazione della “Belluno Platz”, la piazza Belluno, spazio storico situato all’entrata principale dell’oggi oramai ex-area industriale della Viscosuisse.

«Questa piazza insieme alla fontana è un omaggio a tutti bellunesi, anzi, anche a tutti gli italiani, che hanno contribuito agli anni d’oro della nostra Viscosuisse e che con il loro impegno e volontà hanno creato un’azienda che produceva tessile di seta di fama mondiale» ha aggiunto il sindaco Born.

Oltre 200 ospiti hanno assistito alla cerimonia d’inaugurazione. Tra di loro anche una rappresentativa dell’Associazione Bellunesi nel mondo, gudata dal vice presidente Rino Budel con il consigliere Emilio Dalle Mule, e numerosi ex-lavoratori della Viscosuisse, che ogni tanto non riuscivano a trattenere le lacrime della commozione.

Grazie a vecchi filmati e fotografie messi in esposizione durante la cerimonia come testimoni del passato, hanno potuto percorrere per un attimo ancora una volta la storia di una delle aziende più importanti svizzere.

Fondata nel 1902 a Emmenbrücke, città a pochi chilometri da Lucerna nella Svizzera centrale, la Viscosuisse si mette subito in luce per la sua produzione a quei tempi modernissima di tessuti di seta. Per far fronte alla quantità di lavoro, la direzione iniziò a reclutare un gran numero di operaie, anche al di fuori della Svizzera. Furono cosi che, a cavallo tra gli anni Cinquanta per arrivare agli anni Ottanta, molte ragazze della provincia di Belluno saliranno sul treno nella speranza di trovare lavoro e fortuna. Sogno, che con il passare degli anni diventò per quasi tutte una bella realtà.

In quegli anni, le ragazze venete erano molto conosciute e apprezzate per le loro agilità a lavorare sui prodotti tessili. Fatto, che non era sfuggito alla direzione della Viscosuisse in Svizzera e che spesso inviava in Veneto, soprattutto in provincia di Belluno, veri e propri “scout”, che avevano l’incarico di trovare personale agile e affidabile per questo genere di lavoro. Negli anni d’oro l’azienda dava lavoro a quasi 6000 persone, di cui più di 1700 donne del Bellunese. Poi però, con la crisi al finire degli anni Ottanta, il personale iniziò a diminuire, per arrivare a poco più di 160 lavoratori, prima della chiusura definitiva nel 2005. Oggi l’ex-area industriale si presenta come nuovo quartiere di Emmenbrücke con moltissimi appartamenti, ma anche negozi e luoghi d’incontro per la cultura e la formazione. Per Alan Homberger, direttore amministrativo della Viscostadt, azienda nata dalle ceneri della Viscosusise e che gestisce gli immobili, era importante non dimenticare la storia di questo posto.

«Questa intitolazione ha un importante valore simbolico per l’emigrazione bellunese – il commento del presidente Abm Oscar De Bona – e ringrazio la dirigenza della Viscostadt per questo gesto che deve essere di esempio per i nostri figli».

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