«Voi bellunesi siete un esempio positivo di integrazione e la Svizzera vi ringrazia per quanto avete fatto e riconosce la vostra fama di grandi lavoratori». Sono le parole del sindaco di Lugano, Marco Borradori, in occasione dei festeggiamenti del 50.mo anniversario della Famiglia Bellunese di Lugano svoltisi sabato 13 ottobre al Palazzo dei congressi nella capitale finanziaria del Canton Ticino.

Una giornata che ha visto la partecipazione di oltre centosessanta persone (presente anche una comitiva giunta da Belluno, ndr), Bellunesi emigrati dalla provincia di Belluno nel secondo dopo guerra per cercare fortuna e benessere da dare alla propria famiglia, ma anche, come detto nell’intervento del sindaco di Gosaldo, Giocondo Dalle Feste: «Grazie alle vostre rimesse l’Italia è cresciuta e si è sviluppata offrendo lavoro e dignità agli italiani». Parole di ringraziamento sono giunte da altri due sindaci provenienti dal bellunese per l’occasione. Federico Dalla Torre, primo cittadino di Sovramonte, ha messo in evidenza come sia importante che: «Anche in Italia ci sia un’integrazione come quella vissuta dai nostri emigranti in Svizzera», mentre Ornella Noventa, sindaco di Lamon ha ricordato quanti lamonesi sono stati costretti a fare le valigie e di come la Famiglia Bellunese di Lugano sia presente sul suo territorio, anche per il fatto che il presidente, Severino Malacarne, ha origini lamonesi.

Numerosi gli interventi che si sono succeduti. Patrizia Burigo, vice presidente Abm, ha ringraziato per quanto realizzato in questo mezzo secolo dalla Famiglia Bellunese di Lugano. Parole di plauso sono giunte anche dal vescovo di Belluno-Feltre mons. Renato Marangoni, dal Console generale di Lugano Mauro Massoni e dai rappresentanti delle Famiglie Bellunesi di Ginevra, San Gallo, Zurigo e Basilea, oltre che dal consigliere del Comune di Alpago Antonio Dazzi.

L’intervento di Severino Malacarne, presidente della Famiglia di Lugano, ha ripercorso quanto realizzato dal suo sodalizio in 50 anni di storia. Il gioiellino è stata la costruzione della Cascina di Ponte Capriasca, un punto di ristoro utilizzato da migliaia di ticinesi e, ovviamente, dai bellunesi. Lo stesso sindaco di Capriasca, Pietro Lisdero, ha messo in evidenza come: «Per tutti i ticinesi la Cascina di Capriasca è identificata con un altro nome, ovvero la “Cascina dei bellunesi”». Un motivo in più per evidenziare quanto i bellunesi si siano fatti voler bene in questa località della Svizzera.

A presentare l’evento l’instancabile il presidente onorario Dino Mazzalovo, coaudiuvato dalla cassiera Mariangela Cassol. Il saluto conclusivo è spettato al presidente Abm Oscar De Bona che, nel consegnare a Malacarne una targa ricordo, ha detto: «Grazie a questa meravigliosa Famiglia e a tutti i suoi soci. Siete voi la linfa della nostra associazione, continuate così. Siete l’orgoglio di tutti noi».

Il 50.mo si è concluso con una Santa Messa celebrata dal vescovo Marangoni nella chiesa di San Rocco. Una celebrazione arricchita dalla bravura della corale di Biogno-Breganzona. Piccola curiosità: la direttrice di questa corale è Patrizia Malacarne, figlia del presidente Severino.

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