Una bellezza straordinaria. Una bellezza senza confini. Quella delle Dolomiti, il cui fascino è stato apprezzato anche in Romania grazie alla mostra “Straordinaria bellezza. Le Dolomiti e i suoi emigranti”, inaugurata sabato 29 settembre al Museo “Ţarii Crişurilor” di Oradea. Un viaggio per far ammirare in terra rumena quei rilievi che dal 2009 sono patrimonio dell’umanità nato grazie alla collaborazione tra Consolato Onorario di Romania per il Trentino Alto Adige, Associazione Bellunesi nel Mondo, Associazione Trentini nel Mondo e Fondazione Dolomiti Unesco. Protagonisti assoluti, dunque, i Monti pallidi: Pelmo, Croda da Lago, Marmolada, Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, Dolomiti settentrionali, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio, Latemar, Bletterbach e Dolomiti di Brenta. Nove Sistemi per un unico suggestivo abbraccio che collega Belluno, Trento, Bolzano, Pordenone e Udine, immortalato in tutto il suo splendore dagli scatti (riprodotti su grandi pannelli) di celebri fotografi quali Georg Tappeiner, Alessandro Caon, Nicolò Miana, Moreno Geremetta, Patrick Odorizzi e Andreas Tamanini. E assieme alla maestosità del paesaggio, le tradizioni e la cultura dei suoi abitanti, con un occhio di riguardo a quel particolare fenomeno che nel corso dei secoli ha contraddistinto e segnato il territorio dolomitico: l’emigrazione. Un tema rievocato attraverso costumi, attrezzi e mestieri tipici: dal minatore, al seggiolaio, dalla balia al pertegante, fino a molete, cròmere, segantini e gelatieri. E proprio l’arte del gelato e l’epopea dei suoi esportatori nel mondo sono stati al centro di una dimostrazione curata da Fortunato Calvi e Sandro Pol. Con un’antico macchinario, i due mastri gelatieri hanno permesso ai presenti di conoscere – e soprattuto gustare – il vero gelato artigianale, prodotto come si faceva un tempo.«Un’iniziativa che rappresenta un piccolo contributo alla costruzione dell’“Europa del Popoli” cara ai padri fondatori della nostra Unione», ha evidenziato il Console di Romania Maurizio Passerotti.  «Una mostra capace di affascinare per l’immediatezza del messaggio e per lo sguardo sulla vita delle genti di montagna», il pensiero del professor Aurel Chiriac, direttore generale del complesso museale di Oradea. E ancora, «un veicolo di cultura che unisce i popoli», il commento del presidente dei Trentini nel Mondo Alberto Tafner, e «un punto di incontro che offre l’occasione per superare le diffidenze», le parole per l’Abm di Oscar De Bona.In sostanza, «un’opportunità per scoprire affinità e differenze fra i territori, coltivando l’identità e il senso di appartenenza», come sottolineato dal Presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Graziano Pizzimenti.  Una mostra ricca di significati, che rimarrà allestita fino all’8 novembre.

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