Lo scorso 2 agosto,  è mancato, a 81 anni a Plostine, in Croazia, Stevo Arlant (o Arland), certamente la figura più rappresentativa della piccola comunità di origine bellunese (proveniente soprattutto dalla zona di Longarone), che risale ad una nostra emigrazione del 1880. Stevo era la “memoria storica” della comunità: aveva saputo  ascoltare  e conservare nella mente e nel cuore le vicende di quella lontana emigrazione,  ed era un fedele e orgoglioso custode di tradizioni, lingua, costumi, in una parola della cultura del paese. Instancabile lavoratore (era agricoltore), aveva innato, lui con la famiglia, il senso dell’ospitalità ed era il primo  punto di riferimento per i Bellunesi che arrivavano in questo lontano angolo della Slavonia, per sentirsi raccontare da lui le vicende di “Plostina”, di quel gruppo di famiglie che  con tenacia    avevano saputo mantenere viva, per oltre un secolo ed  anche in periodi non facili, la propria identità. A chi legge le confidenze rilasciate a chi lo  intervistava  e che troviamo trascritte  nelle pubblicazioni di Giuseppe De Vecchi, Ivano Pocchiesa, Mariantonia Brustolin e, ultimamente, Guido Barzan (e di altri ancora)  pare di rivedere e risentire  il dialetto  fluido,  appassionato  e arguto con cui  Stevo  amava e sapeva  raccontare. Era stato tra i fondatori della “storica “ Famiglia bellunese di Plostina; ai suoi famigliari, e in particolare a “Doda”, la moglie,  le più sentire condoglianze dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

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