Il 24 marzo 1939, nella valle del Vicdessos (Pirenei francesi), in un cantiere di alta montagna dove si trovavano per la costruzione della diga di Izourt, nel comune di Auzat, persero la vita, sepolti da una terribile bufera di neve, 31 operai, tra cui 29 emigranti italiani e, tra loro, quattro bellunesi: Remigio Ferigo di Sedico, Giuseppe Martini di Vigo di Cadore, Primo Mondin di Quero e Lucindo Paniz di Santa Giustina. L’Associazione “Ricordate Izourt” in collaborazione con l’Associazione Veneziani nel Mondo e l’Associazione Bellunesi nel Mondo è pronta per organizzare l’80° anniversario di questa immane tragedia sul lavoro in emigrazione.

A tal proposito sabato 26 gennaio, nella sede Abm di Belluno, la vice presidente Patrizia Burigo ha accolto una delegazione di Izour rappresentata da Antonio Specia, Bruno Moretto dei Veneziani nel Mondo e Danilo Coppe per il Comune di Quero-Vas.

L’obiettivo dell’incontro era quello di capire se vi è la possibilità di organizzare un viaggio in occasione di questo importante anniversario in programma nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 giugno.

«L’Abm proverà a organizzare questo viaggio», sono le parole della vice Patrizia Burigo, «di certo non mancheremo e mi auguro possa esserci una grande partecipazione della comunità italiana e, nel nostro caso, bellunese».

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