La community del socialnetwork www.bellunoradici.net sta per raggiungere i 1000 iscritti. Uno di questi è Cristina Stievano. Pubblichiamo la sua storia.

Mi chiamo Cristina Stievano, orgogliosa bellunese, vivo a Seattle (Stati Uniti) da due anni. Ho 30 anni e da otto vivo all’estero (con un breve intramezzo in Italia). Dopo essermi diplomata al Liceo Scientifico “G. Galiliei”, ho lasciato Belluno alla volta di Udine, dove mi sono laureata in Economia, e poi di Padova, dove ho frequentato Economia ed Amministrazione delle Imprese. In quegli anni è cresciuta la mia passione per l’estero attraverso amicizie con studenti stranieri, che mi ha portato a frequentare un corso di inglese avanzato ed applicare per tutti i programmi esteri dell’università. Grazie all’Università di Economia di Padova ho partecipato ad un programma di scambio incentrato su Management e Imprenditorialità alla Michigan-Dearnborn University (USA), ed ho studiato un anno alla Copenhagen Business School, in Danimarca, dove ho concluso la mia laurea magistrale e trovato il mio primo lavoro come Project Manager in Maersk, azienda leader nello Shipping. Incuriosita da un’opportunità di lavoro nel mio paese, mi sono poi trasferita a Milano, dove ho lavorato come Project Manager nel team di e-commerce di Vodafone. Non è passato molto tempo prima che ripartissi per l’estero, assunta da Amazon tra Scozia e Lussemburgo, dove ho conosciuto il mio compagno cagliaritano, con il quale ho intrapreso l’avventura americana nel 2015 qui a Seattle. Dopo aver lanciato il supporto per il nuovo servizio di food delivery di Amazon, Amazon Restaurants, sono attualmente Manager di un team globale responsabile di iniziative di Change Management per milioni di aziende e privati che vendono su Amazon.

Cosa ti manca di Belluno?

Senza dubbio la mia famiglia e i ricordi di un’infanzia spensierata e bellissima. Belluno e i bellunesi mi hanno dato tanto: una solida istruzione, un’infanzia sicura tra bei paesaggi e persone affettuose, insegnato concretezza, tenacia e il valore di lavorare sodo per raggiungere i propri obbiettivi. Ah, mi manca anche la polenta (ne cucino una versione americana regolarmente qui a Seattle per gli amici).

Un giorno tornerai?

Mai dire mai! Innanzitutto, ci tengo moltissimo a tornare a Belluno ogni volta che posso, anche solo per qualche giorno, di passaggio da un viaggio di lavoro in quella parte del mondo. Scherzavo recentemente sul fatto che da pensionata mi immagino a gestire un Bed and Breakfast… magari sulle rive del Piave!

Cosa ti piacerebbe cambiare di Belluno?

Mi piacerebbe vedere la città e i suoi abitanti diventare più aperti al nuovo e al diverso, meno “scettici”. Recentemente ho letto di casi di successo nella provincia di Belluno nell’inserimento sul mercato del lavoro di immigrati, che mi ha resa molto orgogliosa. Belluno ha tanto da offrire e mi piace pensare che persone provenienti da altri Paesi possano trovare a Belluno la stessa ospitalità e opportunità che ho trovato io all’estero.

Un suggerimento per i giovani? 

Penso che la vita ti dia tanto quanto tu ci metta, e che le persone facciano la differenza. Coltivate le vostre passioni e ambizioni e non mollate nei momenti duri, per me sono stati quelli di maggiore crescita. Consiglio ai giovani in cerca della prossima avventura di vita o lavorativa di affidarsi a chi “ci è già passato” per consigli e prospettive. In questo ambito, iniziative come l’Associazione Bellunesi nel Mondo e Bellunoradici.net sono preziosissime nel costruire reti di mentor e sponsor e condividere esperienze. Una delle cose più preziose che porto con me sono le relazioni che ho costruito con persone provenienti da ogni parte del mondo, che mi hanno arricchita profondamente.

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