Quando ero piccola e vivevo ad Aquisgrana, in Germania, aspettavo sempre con ansia la Pasqua. Un motivo era dettato dalla pagella, con il suo verdetto, perché terminava l’anno scolastico, ma l’altro, più importante, era dato dalle festività, religiose e popolari. La tradizione continua ancora: in ogni casa vengono allestiti coloratissimi angoli, con dei rami di cespugli vari, ai quali vengono appesi ovetti di legno, polistirolo o plastica colorati, campanellini e fiorellini che richiamano la primavera. Una tradizione che da un po’ di tempo sta prendendo piede anche da noi. Una delle attività più eccitanti, per noi bambini, era colorare le uova sode, le quali venivano immerse in scodelle con colori solubili in acqua bollente ed aceto, e, passato il tempo di posa, con cura venivano sollevati, per non lasciare segni! Ma non mancavano altri modi per decorare le uova, per esempio con matite e bastoncini di sostanze gelatinose apposite.

Queste stesse uova, durante gli incontri con le famiglie, venivano poi nascoste, se il tempo lo permetteva, in giardino, oppure nelle case, e i bambini venivano invitati a cercarle. Chi ne trovava di più, riceveva un piccolo presente (io ho una collezione di minuscoli porcellini di ottone, con un Pfenning, il centesimo portafortuna, infilato nella schiena). Ma, il regalo principe era l’”Osterhase”, il coniglietto di Pasqua. Stando alle statistiche, lo scorso anno, sono stati prodotti 126 milioni di coniglietti di cioccolato, superando in numero persino il “Nikolaus”, il piccolo Babbo Natale in cioccolato, un altro dolcetto culto, che in Germania e nei Paesi nordici rappresenta, in realtà, San Nicolò. Facendo ricerca su Internet, ho trovato queste altre usanze curiose: in certe regioni tedesche, le uova benedette vengono scaraventate contro le case, per proteggerle da fulmini e incendi; in Inghilterra le uova vengono fatte rotolare giù per strade in discesa, finché si rompono; in Svezia, i bambini travestiti, vanno di casa in casa e scambiano i loro disegni con dolcetti, mentre i finlandesi sono un po’ più violenti, poiché colpiscono la schiena degli amici con dei rami di betulla.

Nemmeno i bulgari scherzano, perché cercano di colpire gli amici con le uova sode: se ci riescono senza che le uova si rompano, avranno molta fortuna per l’anno a venire.

Irene Savaris

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